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Tre è il numero perfetto. Come i gol, i legni e i punti dell'Inter nel turno infrasettimanale contro la Sampdoria. Almeno per una notte, i nerazzurri si godono il primo posto solitario in classifica. Chi l'avrebbe detto? In pochi, forse nessuno. Come era impossibile pensare alla rimonta da 0-2 a 3-2 nei minuti di recupero con Mancini nel 2005 o allo 0-0 in 9 contro 11 dopo le espulsioni di Samuel e Cordoba nel primo tempo, con il gesto delle manette di Mourinho per protestare contro l'arbitro Tagliavento nel 2010. 

FATTORE C... - Stavolta non si può nemmeno dire che l'Inter sia stata fortunata. Anzi, dopo gli 8 legni a favore nelle prime 8 giornate di campionato, ieri sera i nerazzurri hanno colpito in una sola gara due pali e una traversa con Perisic e Icardi. Autore di una doppietta (già a 11 reti, in doppia cifra per la quarta stagione di fila e a quota 100 in Italia) dopo un altro gol dell'ex, quello di Skriniar. Chi sostiene che sia impossibile rinforzarsi prendendo due centrocampisti (Vecino e Borja Valero) da una squadra arrivata dietro in classifica come la Fiorentina, pensa lo stesso anche del difensore e dell'attaccante arrivati dalla Sampdoria? Spalletti ha ironizzato nel post-partita sul 'fattore C...': "Siamo stati ancora fortunati, i nostri tiri in fallo laterale sono stati deviati dal vento sui pali".  

TUTTI PAZZI PER NAGATOMO - Tre, nel calcio di una volta, era anche il numero di maglia del terzino sinistro. L'Inter l'ha ritirata in memoria del grande Giacinto Facchetti. In quel ruolo sta giocando titolare Nagatomo. L'incubo dei tifosi, che fino a poco tempo fa non avrebbero voluto più vederlo neanche in fotografia. Invece Spalletti è riuscito nell'impresa di recuperare il giapponese, preferito a Dalbert. Nagatomo sta ripagando la fiducia dell'allenatore con delle prestazioni all'altezza. Addirittura con la Samp sono partiti dei cori spontanei "Yuto, Yuto, Yuto!" dai 55mila spettatori presenti a San Siro, che al momento della sostituzione con Santon hanno regalato una standing ovation al numero 55. "E' stata la mia miglior prestazione in nerazzurro, porto questi colori nel cuore": parola di Nagatomo. Chi l'avrebbe detto? In pochi, forse nessuno. 

COSA NON VA - In ogni caso non è tutto oro quello che luccica. Quando la squadra fa la partita a ritmi alti, poi cala vistosamente nella ripresa a livello atletico. Era già successo nel derby, è accaduto di nuovo con la Sampdoria. Ad esempio Candreva era sulle gambe, ma Spalletti lo ha lasciato in campo, sostituendo Icardi con Eder. Tutto è bene ciò che finisce bene. Ma la gara di ieri conferma che l'Inter può sì giocarsela con tutti ma, quando vengono meno attenzione e intensità, rischia contro chiunque (vedi Benevento). 

SOGNI D'ORO - Dopo dieci giornate di campionato, l'Inter ha raccolto la bellezza di 26 punti (già 12 in più dell'anno scorso), frutto di 8 vittorie (5 su 5 in casa) e 2 pareggi. Nell'era dei 3 punti a successo, una partenza sprint del genere si era verificata soltanto nella stagione 1997/98, la prima di Ronaldo, poi conclusa al secondo posto e tante polemiche per una serie di errori arbitrali a favore della Juve. Chi l'avrebbe detto? In pochi, forse nessuno. Allora il "Fenomeno" indossava la maglia numero 10, che ora è sulle spalle di Joao Mario. Il giocatore più caro (pagato 40 milioni di euro) nella storia del club nerazzurro dopo Vieri. Finora il portoghese ha tradito le attese e pure ieri è entrato male in partita, sprecando un paio di contropiedi con il suo passo felpato. Spalletti riuscirà a rivitalizzare anche lui? E chissà cosa avrebbe fatto con Kondogbia... 

@CriGiudici