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"L'Inter è ancora una spanna sopra a tutte le altre squadre italiane": parola di Giorgio Chiellini. La bandiera juventina di certo non tifa per i nerazzurri, ma ammette la superiorità della squadra allenata da Simone Inzaghi. La pensano così anche gli stessi interisti, ai quali brucia ancora di più aver perso uno scudetto contro il Milan, che si è dimostrato meno forte pure negli scontri diretti. 

Lo dice anche il mercato. Non a caso i grandi club europei hanno cercato o stanno ancora cercando nove undicesimi della formazione titolare dell'Inter: Skriniar, de Vrij, Bastoni, Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic (già andato al Tottenham di Conte a parametro zero) e Lautaro. Invece, oltre al passaggio di Kessié al Barcellona a parametro zero, gli unici due rossoneri ambiti all'estero sono Theo Hernandez e Leao. 

Tutta questa differenza ha però anche un'altra spiegazione. L'Inter ha una squadra più forte, ma anche una proprietà più debole. Il presidente Zhang deve fare i conti con i debiti, così non ci sono più incedibili e con l'offerta giusta può partire qualsiasi calciatore. Invece il Milan non ha bisogno di vendere, gli altri club lo sanno e anche per questo non vanno all'assalto dei pezzi pregiati della squadra campione d'Italia. Due facce della stessa medaglia.