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L'ex allenatore della Juventus, Marcello Lippi ha dichiarato in un'intervista al Corriere dello Sport: "Quando arrivai in bianconero, Vialli mi disse che voleva parlarmi da solo. Fissammo alla sede della Toro Assicurazioni, dove c’era un lunghissimo tavolo. Io arrivai prima e dissi al cameriere di apparecchiare ai due capi estremi. Quando giunse Luca mi chiese sorpreso dove dovesse sedersi. Io gli indicai il polo opposto a quello dove ero io. Lui mi osservò sorpreso, ci saranno stati cinque metri di distanza. Anche un Viareggino burlone ha un cuore e allora presi la sedia e mi misi vicino a lui, che voleva chiedermi di lasciarlo tornare alla Samp. Gli dissi solo se era scemo. Come poteva pensare che io, appena arrivato, facessi andare via il più forte centravanti italiano? E non solo italiano. Gli dissi: 'Sai invece come puoi aiutarmi? Comincia a metterti calzini e la cravatta come gli altri e non fare il fenomeno. Io devo creare un gruppo coeso e voglio che tu sia decisivo per farlo'. Luca mi guardò e mi diede il cinque. Di solito gli allenatori quando vogliono arrabbiarsi con i più vecchi o i più forti usano scagliarsi contro i più giovani. Io invece mi incavolavo proprio con i campioni. Ma Luca lo avvertivo prima, gli dicevo 'guarda che oggi mi arrabbio con te'. Ogni tanto, in campo, lo strigliavo però troppo. E allora lui mi guardava, non visto dagli altri, e mi diceva 'vabbè ma non esagerare…'. Un ragazzo di grande intelligenza e senso dell’umorismo. Altri giocatori fondamentali furono Ferrara, Montero. A centrocampo avevo Sousa, Conte e Deschamps. Due sono commissari tecnici delle loro nazionali e uno è l’allenatore della Fiorentina. Diciamo che a centrocampo il senso tattico non mancava… Baggio? Coesistevano lui e Del Piero, due fuoriclasse. La società a fine stagione fece una scelta. E offrì a Baggio un contratto al di sotto delle sue aspettative. Lui andò al Milan. Io gli dissi che speravo lì trovasse quello che cercava. Lui mi rispose che lo aveva già trovato, nella Juventus".