29
L'Inter di Simone Inzaghi è riuscita in 90 minuti a dimenticare il ko di Champions contro il Real Madrid e le tante, troppe, occasioni da gol sprecate nella notte europea. Il 6-1 rifilato al Bologna sembra troppo bello per essere vero, eppure se mercoledì contro le Merengues tutto era andato storto sottoporta, al contrario contro i rossoblù tutto è filato liscio come l'olio, con anche le più sporche occasioni calamitate sui piedi stavolta freddissimi dei nerazzurri. 6 gol che si sommano ai 4 contro il Genoa, ai 3 contro il Verona e ai 2 contro la Sampdoria che fanno dell'Inter il miglior attacco della Serie A. Un dato che evidenzia, in un colpo solo, come la dipendenza dalla LuLa e l'idea tattica di Antonio Conte siano ormai superate.

CAMBIATO LO SPARTITO - Rispetto all'anno scorso, forse non dalle prime battute ma sicuramente dal post-gara contro il Sassuolo in poi, è di fatto cambiato lo spartito. L'Inter di Conte sfruttava la strapotenza di Lukaku come fulcro del gioco e come terminale offensivo allargando bene il campo e cercando prima di tutto la profondità per poi occupare l'area con i due centravanti. Oggi con Lautaro e Dzeko il copione è differente perché più volte nel corso della gara l'area di rigore rimane di fatto sguarnita, con due bomber che non si cercano direttamente fra di loro, ma dialogano sempre più con i centrocampisti liberi sia di inserirsi che di concludere. La difesa, inoltre, non ha paura di alzare il proprio baricentro e, anzi, i due braccetti della difesa a tre hanno libertà di offendere fino ai limiti dell'area ed è così che spesso al cross sono arrivati non gli esterni lanciati in verticale, bensì proprio Skriniar e Bastoni.
DIPENDENZA DA LULA? NO GRAZIE - È così che rispetto a un anno fa, quando l'Inter segnava sì tantissimo, ma principalmente con i propri attaccanti e con la LuLa (Lukaku-Lautaro) divenuta quasi insostituibile (Hakimi ha chiuso da terzo marcatore assoluto) e al punto da diventare una sorta di dipendenza, quest'anno l'Inter è già arrivata ad avere 9 marcatori differenti con 5 gol arrivati da centrocampisti ed esterni (il 6° di Perisic annullato). Una cooperativa del gol, frutto di un copione differente. Così Inzaghi ha fatto dimenticare la dipendenza dalla LuLa e Antonio Conte.