La svolta tanto invocata è arrivata. Massimiliano Allegri, in occasione della gara più delicata di questo inizio stagione contro l'Olympiacos, non solo ha mantenuto intatte le speranze di strappare il pass per gli ottavi di finale di Champions League ma ha varato il tanto agognato passaggio al 4-3-1-2, un modulo più in linea con la voglia dei bianconeri di competere con le grandi d'Europa ed esaltare le qualità dei centrocampisti. Tra i quali, tuttavia, non è compreso un trequartista di ruolo, un giocatore di qualità in grado di distribuire l'ultimo passaggio agli attaccanti e sgravare Andrea Pirlo del compito di essere l'unico vero iniziatore della manovra.

SHAQIRI O PASTORE? - L'esperimento di piazzare Vidal in quella posizione non ha sortito gli effetti della prossima stagione e tra gennaio e la sessione estiva del mercato Beppe Marotta e Fabio Paratici avranno il compito di consegnare ad Allegri il giocatore ideale in grado di interpretare una posizione così delicata. Tra i profili più interessanti, già trattati in passato dalla Juventus e sotto contratto fino a giugno 2016 ci sono Xherdan Shaqiri del Bayern Monaco e Javier Pastore del Paris Saint Germain. Lo svizzero non trova molto spazio con Guardiola (in questa prima parte di stagione sono solo 3 le presenze da titolare tra campionato e Champions League), mentre il Flaco, nonostante quest'anno venga impiegato con maggiore continuità da Blanc, non ha mai mostrato appieno a Parigi i lampi di classe esibiti a Palermo e la sua valutazione oggi è decisamente più abbordabile (18 milioni di euro) rispetto ai 42 pagati dal club francese nell'estate 2011. LA LINEA GIOVANE - Tra i pochi club in Italia ad avere un budget di mercato in linea con le proprie ambizioni, la Juventus vaglia in alternativa le piste che portano a giocatori di prospettiva, non del tutto consacrati a livello internazionale e quindi acquistabili ancora per cifre abbordabili considerando il potenziale tuttora inespresso. Ci riferiamo per esempio a Dennis Praet dell'Anderlecht, uno dei migliori numeri 10 del panorama europeo, un classe 1994 legato al club belga fino a giugno 2017 e con una valutazione ancora sotto i 10 milioni di euro. Visione di gioco, classe e da vendere e voglia di emergere, la stessa della stella del Bayer Leverkusen Hakan Calhanoglou, strappato alla concorrenza di Arsenal e Roma la scorsa estate per 15 milioni di euro. Meno tecnico ma più incursore rispetto al belga, è uno dei migliori prodotti del calcio tedesco degli ultimi anni: uno che sente la porta (nelle 18 apparizioni stagionali ha già realizzato 5 reti) e che su calcio piazzato è una sentenza.