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    Milan: la difesa è un problema, servono rinforzi. Lo scudetto lo vince chi prende meno gol

    Milan: la difesa è un problema, servono rinforzi. Lo scudetto lo vince chi prende meno gol

    • Alberto Cerruti
      Alberto Cerruti
    Ci vorrà tempo per vedere il miglior Milan, perché è cambiato molto rispetto all’anno scorso. Ma intanto sono tutti convinti, a cominciare da Pioli, che la squadra sia stata rinforzata dopo la fallimentare campagna acquisti condotta da Maldini e Massara. Perso per precisa scelta Tonali, con i soldi della sua cessione sono arrivati volti nuovi soprattutto in mezzo al campo, anche per coprire il vuoto lasciato da Bennacer, indisponibile almeno fino a gennaio. Le prime indicazioni estive sembrano avere confortato le scelte della nuova coppia Furlani-Moncada, stranamente assente (come Cardinale) martedì sera a Monza, dove Loftus-Cheek, Pulisic e soprattutto Reijnders hanno dimostrato di essere già sulla buona strada per raggiungere la perfetta condizione, tra gli indiscutibili Leao e Giroud.

    A questo punto c’è curiosità per l’inserimento di Chukwueze, destinato al ruolo di titolare sulla fascia destra, mentre Okafor rischia di essere soltanto una seconda punta e non il centravanti di scorta che ancora manca, se come pare Colombo verrà ceduto più o meno in prestito. In attesa che sia coperto questo vuoto preoccupante in prospettiva, perché non si può pretendere che Giroud giochi e segni sempre, le prime amichevoli hanno però evidenziato un altro problema, fin qui sottovalutato.

    Oltre cento milioni, infatti, sono serviti per acquistare centrocampisti e giocatori d’attacco, ma nemmeno un nuovo difensore e guarda caso le perplessità emerse nelle prime amichevoli hanno riguardato proprio il reparto arretrato, in cui l’unica certezza si chiama ancora Maignan. La linea dei quattro titolari prevista da Pioli è composta da Calabria, Thiaw, Tomori ed Hernandez, con i K2 Kalulu-Kjaer come prime alternative. Per motivi diversi, però, nessuno dei quattro ha convinto. Mentre Calabria è stato bloccato da problemi fisici che gli hanno impedito di giocare a Monza, la T2 Thiaw-Tomori ha concesso troppi spazi agli avversari non esente da colpe in occasione del gol di Colpani. E allora, ricordando il calo della stagione scorsa di Tomori, le difficoltà di Kalulu e la discontinuità di Thiaw, unico acquisto parzialmente da salvare della precedente campagna acquisti, è lecito preoccuparsi visto che Kjaer non offre più le garanzie di due anni fa. Il tempo per coprire questa lacuna c’è e sarebbe grave non sfruttarlo in tempo, perché la storia del nostro campionato insegna che quasi sempre lo scudetto va alla squadra che ha subito meno gol e non a quella che ne ha segnati di più. Ricordare, per credere, il clamoroso precedente del 1988 quando il Napoli campione d’Italia di Maradona segnò dodici gol più del Milan di Van Basten (55-43) ma lo scudetto fu vinto dai rossoneri grazie alla loro miglior difesa, diretta da Baresi, che subì tredici reti meno: 14-27.

    Per tornare ai giorni nostri, proprio Milan e Napoli hanno confermato questa tendenza, perché la squadra di Pioli ha vinto nel 2022 subendo meno gol di tutti (31) come lo stesso Napoli di Spalletti, che nell’ultima stagione ha fatto ancora meglio incassando soltanto 28 gol, più della Lazio seconda (30), dell’Inter terza (42) e del Milan quarto (43). Guarda caso un ordine di classifica che ha riguardato anche la forza delle rispettive difese, sulla quale vale la pena riflettere. Perché non basta avere un centrocampo più potente a livello fisico, se poi non si fa la differenza davanti con uno o più goleador di professione. E a maggior ragione non basta spendere tanto per migliorare tutti i reparti tranne la difesa, perché Maignan è un grandissimo portiere ma nemmeno lui può continuare a fare i miracoli.

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