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Secondo La Repubblica, ecco l'esito del confronto tra il gruppo Napoli ed Ancelotti: "Non voglio sentire ragioni o proteste: da mercoledì andremo tutti in ritiro", ha tuonato ieri mattina l'allenatore, che aveva convocato a Castel Volturno i giocatori all'indomani dell'indecente sconfitta contro il Bologna. La crisi sta precipitando e questa volta nessuno ha avuto la faccia tosta per opporsi al provvedimento, a differenza di quanto era accaduto il 5 novembre, quando il gruppo si era ribellato in maniera compatta alla clausura imposta da De Laurentiis. Ma Insigne e compagni sono riusciti a mostrare i muscoli solo fuori dal campo, da allora: mettendo tanta determinazione nell'assurdo braccio di ferro con il loro presidente e decisamente meno nei confronti degli avversari nelle gare di campionato. Ieri mattina il secondo atto: giorno di vacanza annullato e tutti sotto processo. "Io mi prendo le mie responsabilità, ma anche voi dovrete prendervi le vostre. Un black-out tanto lungo è ingiustificabile", ha infatti alzato come non mai la voce l’allenatore, annunciando agli azzurri la sua decisione di portarli subito in ritiro. La clausura comincerà domani e per il momento ha una durata indeterminata, visto che Insigne e compagni partiranno direttamente venerdì per Udine e al rientro dall’anticipo di sabato (alle ore 18) in Friuli avranno solo una nottata di libertà, domenica. Poi di nuovo tutti in sede, per preparare nel migliore dei modi la sfida con il Genk di martedì al San Paolo. Ancelotti non farà sconti, insomma. Ma questa volta nessuno s’è ribellato, nonostante il silenzioso dissenso di una parte del gruppo, infastidito dall'idea di dare ragione a distanza di un mese a De Laurentiis.