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"Il Napoli è una squadra rodata, giocano assieme da anni, si conoscono, e questo è fondamentale. Sarri ha fatto un grandissimo lavoro, la sua mano si vede, eccome... Però devono migliorare quando vanno in difficoltà: in una partita ci sono sempre momenti bui e loro devono imparare a sopportarli e a sopportare la pressione degli avversari”. Carlo Ancelotti, con un solo concetto ha individuato nella sua intervista alla Gazzetta, grandezza e limite del Napoli. E per lottare per lo scudetto, si sa, bisogna saper vincere le gare sporche e saper gestire proprio questi momenti bui, quelli che sono arrivati anche ieri nell'amichevole contro il modesto Bournemouth. Che cosa serve per gestire questi momenti? Non si può chiedere a Sarri di fare oltre quello che ha già fatto sul piano del gioco. Serve altro. Perché non è un caso che le squadre che vincono hanno sempre puntato sulla personalità di alcuni uomini, che siano essi titolari o che partano dalla panchina.

ESPERIENZA - Manca solo l'amichevole contro l'Espanyol per completare il pre-campionato, poi ci saranno i preliminari e quindi inizierà il campionato, una stagione dove bisogna partire a razzo per provare a sfruttare quello che sembra un periodo non perfetto della Juventus. E se le indicazioni di questa preseason contano qualcosa, allora si percepisce l'essenza delle parole di Herr Carlo: dalle palle inattive o quando inevitabilmente si cambia qualcosa nell'undici titolare o quando le letture difensive non possono esser quelle provate in allenamento si va verso i momenti bui, quelli nei quali subisci gol o perdi la stella polare del gioco straordinario che fa ammattire difese avversarie e critica calcistica. Manca, in sostanza, la personalità. Manca, soprattutto, l'esperienza. Che, a differenza della famosa amalgama, si trova sul mercato: basta pagarla il giusto. Si può anche esser pacificamente convinti che la consapevolezza di Ancelotti sia la stessa di Maurizio Sarri. Se è così, perché la società non provvede?

BUROCRAZIA PARTENOPEA - Per provvedere, bisogna tornare sul mercato, trovare uno o due profili adatti ad evitare i momenti bui. E per tornare sul mercato bisogna smaltire la rosa: Rafael, uno tra Tonelli e Chiriches, Strinic, Giaccherini, Pavoletti, Zapata, oltre al fuorirosa Zuniga ed ai giovani da sistemare. Almeno 6 cessioni, diverse proposte, poca concretezza finora. Il Napoli, finora, è apparso come un burocrate troppo pignolo alla ricerca dei crismi per completare ogni uscita. Troppa lentezza, le grandi squadre, in tante circostanze, derogano ai parametri prefissati per poi poter virare con decisione sui propri obiettivi. Se si vuol provare ad evitare i momenti bui, allora, bisogna far presto. Scegliendo un qualcosa che, fino ad oggi, dalle parti di Castelvolturno non si era quasi mai visto: fare un investimento per vincere nell'immediato, non per sperare di farlo in un futuro prossimo.