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Il futuro di Abel Hernandez non è scritto del tutto, ma aleggia una certezza: a fine stagione La Joya lascerà il Palermo. Non vale la pena dilungarsi in parole che colano lacrime, perché l’attaccante uruguaiano, probabilmente, ha dato alla causa tutto quello che aveva. Di stimoli rosanero nel sangue non gliene scorrono più. In coppia col suo procuratore, il non certo fessacchiotto Pablo Bentancur, ci aveva già provato l’anno scorso, minando le fondamenta con dichiarazioni dinamitarde. Il Palermo però ha resistito.

Dodici mesi dopo però tante cose sono cambiate. Il Palermo è tornato in Serie A, al di là di ogni scaramanzia, e lì davanti qualcuno ha combattuto per benino, anche meglio di lui. Lafferty e Belotti, per motivi e con caratteristiche diverse, sono stati più decisivi nella cavalcata trionfale. Senza dimenticare la rinascita di Dybala, sul quale il club di viale del Fante punterà a occhi chiusi, se non altro per non disperdere il patrimonio. Hernandez vuole andare via, il Palermo lo accontenterà, ma manca solamente un tassello.
Chi sarà disposto a investire una cifra non certo irrisoria? Zamparini sogna di venderlo a una decina di milioni. Difficile, perché finora Hernandez ha segnato 13 gol, di cui 5 su rigore, e non ha inciso in fatto di punti come un Belotti. Inoltre la scheggia di Pando ha dimostrato di avere una certa propensione agli infortuni che spesso e volentieri, purtroppo, lo hanno frenato proprio quand’era in rampa di lancio. Il Palermo potrebbe abbassare le pretese, ma di sicuro non regalerà il giocatore dalla cui cessione deriveranno gran parte dei fondi da reinvestire sul mercato in entrata. Mentre si attendono offerte concrete, intanto, si apparecchia l’addio.