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Subito dopo l'arbitraggio di Andrea Gervasoni in Inter-Atalanta, e in particolare dopo l'inesistente rigore concesso dal direttore di gara ai nerazzurri bergamaschi, il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, è sbottato: "Non credo alla buona fede degli arbitri", confermando il concetto anche il giorno seguente alla gara: "Confermo, vogliono colpirci".
 
Arbitri in malafede o in buona fede? Secondo chi scrive, semplicemente scarsi, molto scarsi. E nient'altro. Ai complotti non crediamo. E lo stesso arbitro può sbagliare una volta a tuo svantaggio e un'altra a tuo favore
 
E' successo anche a Gervasoni, proprio con l'Inter. Ci riferiamo a Inter-Parma 3-2 della stagione 2007-08. Il fischietto di Castiglione delle Stiviere non concede un rigore al Parma per un fallo di Cordoba su Corradi. Poi, sul 2-1 per i gialloblù, Gervasoni concede un penalty inesistente all’Inter: Fernando Couto, nel tentativo di deviare un tiro di Ibrahimovic, tocca il pallone con la testa e poi lo sfiora con la mano, involontariamente. Il difensore portoghese viene anche espulso. L'Inter segna il 2-2 su rigore con Ibrahimovic e poi, in pieno recupero, vince per 3-2, con un altro gol dello svedese. 
 
Pierluigi Collina, allora designatore arbitrale, nell'incontro avvenuto all'Auditorium di Milano tra direttori di gara, allenatori e capitani, dichiarò: "Non va assegnato il calcio di rigore se il gesto principale è quello compiuto con un'altra parte del corpo e solo successivamente, in maniera inavvertita, il pallone colpisce la mano". Rigore inesistente, dunque, come quello assegnato domenica sera all'Atalanta contro l'Inter
 
Stesso arbitro, Gervasoni, stesso errore. Fu complotto anche in quella occasione o stiamo parlando semplicemente di gravi errori arbitrali, ai quali forse si potrebbe porre rimedio con l'utilizzo della tecnologia in campo, come ormai avviene in tutti i grandi sport professionistici, calcio escluso?