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Come una montagna russa, la stagione di Adrien Rabiot sembra però potersi concludere con il lieto fine. Perché ora come ora è lui il centrocampista più in forma della Juve. Perché ora come ora è riuscito a conquistarsi un ruolo importante nella Juve di Maurizio Sarri, tanto che il tecnico bianconero di fatto lo ha tolto dal mercato anche pubblicamente dopo la vittoria dello scudetto. “La Juventus dovrà cambiare quei due tre giocatori come ogni stagione per avere ricambio generazionale adeguato. Rabiot, Bentancur e De Ligt sono giocatori giovani e forti, abbiamo già posto le basi ma poi come succede in ogni società bisogna cambiare qualcosa. Questo è il compito del direttore che in base ai risultati degli ultimi anni sa fare bene il suo lavoro”: con queste parole Sarri ha messo Rabiot sullo stesso piano di Rodrigo Bentancur e Matthijs de Ligt, mica poco.
PACE FATTA – Come una montagna russa si diceva: partenza lenta, un primo picco con le prestazioni incoraggianti di inizio 2020, poi la picchiata del flop di Lione e la tensione con la società durante il lockdown, infine la lenta ma progressiva capacità di prendersi un posto da insostituibile o quasi dopo la ripartenza. Ora Rabiot è arrivato ad assomigliare a quel giocatore che Fabio Paratici ha sempre considerato un top a livello internazionale. Ora Rabiot è un giocatore che vale la pena confermare e togliere dal mercato in vista di una seconda stagione in bianconero, quella in cui però dovrà consacrarsi definitivamente. Un progetto che tutto sommato può andare bene anche a mamma Veronique, che dal lockdown in poi aveva iniziato a cercare nuove soluzioni in Premier senza però riuscire a trovare un'offerta in grado di soddisfare sia le pretese del giocatore che quelle del club: Everton il club più interessato, United, Newcastle e Arsenal in seconda linea. Ma ora i piani sembrano già cambiati, la pace è quella di un campo dove è diventato fondamentale. Sarri ha parlato, nella Juve del futuro, c'è bisogno di Rabiot. Sempre che la Champions non costringa a rivoluzionare tutto.