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Leonardo Spinazzola morde il freno. Il laterale sinistro della Roma, campione d'Europa con l'Italia, ha dichiarato in un'intervista a SportWeek, settimanale in edicola oggi con la Gazzetta dello Sport: "Sto per togliere le stampelle, le butterei subito. Mourinho e Mancini sanno che a novembre tornerò ad allenarmi e a dicembre sarò in campo. Per vincere non basta lo spogliatoio unito, ma serve una squadra che dia sempre il cento per cento quando scende in campo, poi ci si può mandare anche a quel paese. E' chiaro che, invece, se poi vai a cena insieme come facciamo noi è ancora più bello. In nazionale è bellissimo far parte di un gruppo così scemo e ignorante come il nostro, non l'avevo mai visto. Anche per questo abbiamo trascinato gli italiani". 

"Subito dopo l'infortunio ho pensato: perché a me? E' arrivato Bryan (Cristante) e gli ho detto che mi ero rotto tutto. Mi passavano davanti tanti pensieri, l'Europeo che se ne andava, il miglior momento della mia carriera e allora è cominciato un mare di lacrime. Poi i compagni mi hanno tranquillizzato e il giorno dopo mi sentivo già meglio. La notte ho faticato a prendere sonno, ho pianto per un'altra mezzora, poi ho bevuto due birre e mi sono detto: ok, ora basta". 

"Prima dell'infortunio pensavo alle voci di mercato sul Real Madrid? No, stavo giocando l'Europeo e pensavo solo a quello". 
"Cosa pensavo nel gennaio del 2020 quando l'Inter non mi ha più preso dopo le visite mediche? Siamo gente con la valigia, ma certe volte ci rimani male. Sono cose che fanno crescere e servono a rafforzarti. La mia testa è cambiata lì, è scattato qualcosa e mi sono detto: adesso mi diverto io". 

"Mourinho sembra che scherzi, ma ti dice le cose come stanno. Nel 2022 è più facile che l'Italia vinca il Mondiale o la Roma un titolo? Speriamo tutte e due, ma dopo i festeggiamenti dovrebbero rifare la povera città di Roma". 
"Il terzino sinistro più forte del mondo? Marcelo, quando era davvero lui non c'era confronto neppure con Maicon e Dani Alves a destra".