Immagino si sia intuita la mia scarsa predilezione per il gioco di Claudio Ranieri. In oltre un anno e mezzo, raramente ho visto la Sampdoria giocare un buon calcio. Anzi, le occasioni le conto sulle dita di una mano. Pretendere durante lo scorso campionato un gioco spumeggiante dai blucerchiati, considerando la rosa a disposizione, suonava come una follia, e la salvezza in anticipo l’ho presa alla stregua di un mezzo scudetto. Dalla stagione in corso invece mi aspettavo qualcosa di più. Non perché la rosa fosse da Europa, come qualcuno tentava di farci credere a settembre. Ho evidenziato più volte i buchi a livello di organico, le numerose scommesse in seno alla formazione blucerchiata, il mercato fatto da alcune figurine, ad oggi ancora poco utili, e le tante formule sfavorevoli con cui sono stati impostati i trasferimenti in uscita. Di certo oggi non ho cambiato idea, se mai la mia convinzione si è rafforzata. Però, mi attendevo da un tecnico con il vissuto e lo spessore di Ranieri qualcosa di più. 

Anche una formazione non eccelsa può avere automatismi ben chiari e movimenti coordinati, una nitida impostazione difensiva e una conseguente uscita della palla lineare e pulita. Non si chiede il palleggio portato all’estremo o il possesso all’80%, - quello lo puoi pretendere se in difesa hai Dias e Cancelo e in mezzo De Bruyne e Gundogan - ma organizzazione, idee e concetti inculcati in profondità sì. Invece, di Samp organizzate e consapevoli ne ho viste proprio poche in stagione. Tre o quattro, direi, non di più. L’ultima, forse la migliore, è quella di domenica scorsa. Meglio tardi che mai, spero si confermi pure nelle prossime uscite. 

Dato questo preambolo, sembrerebbe scontato auspicare un cambio di guida tecnica in sella alla Sampdoria, e in un mondo ideale per il sottoscritto sarebbe così. Con una  proprietà solida e di un certo tipo mi piacerebbe vedere una squadra giovane, miscelata ad alcuni elementi di esperienza, affidata ad un tecnico emergente, pregno di idee fresche e nuovi concetti con cui abbeverare giocatori desiderosi di apprendere e crescere. Alle spalle ci sarebbe bisogno di una società forte, ben radicata, in grado di mettersi a vento e riparare squadra e tecnico, ovviamente senza mai rischiare davvero la retrocessione. Poi esco da questo universo stile cartone Disney, dove gli uccellini cinguettano e ti aiutano a fare il bucato, e torno sulla terra.

Pensando alla reale situazione della Sampdoria, alle possibilità economiche di chi ne detiene le quote e al clima attorno alla presidenza, mi rendo conto che non saprei quale allenatore augurare al Doria, semplicemente perché non esistono profili adatti. Ricapitoliamo in breve: servirebbe un mister giovane ma già navigato, grande valorizzatore di calciatori emergenti, in grado di anestetizzare il gruppo squadra facendo da cuscinetto con l’esterno, e capace di salvare con tranquillità la squadra senza soffrire. Ah, quasi dimenticavo, deve costare poco, meglio pochissimo, e non lamentarsi mai. In pratica, ci vorrebbe un profilo alla Giampaolo, ma non Giampaolo. Il rischio di rovinare quanto di buono fatto a Genova alla prima difficoltà con un ritorno è troppo alto, e non se lo merita. 
Tolti Sarri e Allegri (si dice abbiano altri programmi), noto nell’elenco dei candidati un fil rouge. Quasi tutti hanno alcune delle caratteristiche elencate sopra, chi più chi meno, ma nessuno le possiede per intero. Italiano sarebbe forse il più stuzzicante, mi pare anche destinato ad una splendida carriera, ma noi oggi giudichiamo il risultato di un lavoro biennale a Spezia. Se vogliamo, è pure lui una scommessa. Il più completo forse è Juric, quantomeno si avvicina più di chiunque alla summa delle qualità richieste. Tutti gli altri al momento sono in possesso solo parziale delle competenze. Ci sono i giovani come Inzaghi, Dionisi e Zanetti, le scommesse Stroppa e D’Aversa, gli esordienti-neppure-troppo-esordienti alla Gotti, o le ‘esotiche’ incognite assolute stile Stankovic e compagnia. Tra tutti questi, vedete qualcuno da ingaggiare in tutta tranquillità? Io, lo ripeto, forse solo Juric, e immagino sia difficile immaginarlo a Genova sull’altra sponda rispetto a quella abituale. Ci credo poco. 

Quindi, in realtà non credo ci sia in circolazione un vero e proprio allenatore ‘da Sampdoria’. Anzi, penso non esista proprio. Temo quindi di dover ingoiare controvoglia le mie velleità e i desideri di un calcio diverso. Non sono troppo coraggioso, lo so, avete ragione, ma tra un salto nel vuoto e una granitica certezza poco stimolante, forse preferisco quest’ultima. Lo ripeto, la Sampdoria degli ultimi 2 anni non mi esalta, tutt’altro. Però 5 o 6 punti possono essere un caso, 36 a metà aprile no, e probabilmente metterei già ora la firma pur di averli anche la prossima primavera. L’esito della vicenda? Non lo so, sarei sorpreso di vedere Ranieri e Ferrero trovare un incontro, ma il denaro e il posto fisso fanno miracoli. Tutto sommato, potrebbe non essere un male. 

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