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Bye bye Europa League. Lo scrivo in inglese, perchè per un po' sarà l'unica occasione che avremo per utilizzare la lingua. Nessun viaggio in altri paesi, nessuna trasferta internazionale, nessuna sfida di pregio contro le grandi d'Europa. La matematica non lo dice ancora, sognare è lecito sino alla fine, ma la sconfitta di Verona mette una pietra tombale sulle ambizioni della Samp. L'Atalanta dovrebbe suicidarsi, sportivamente parlando, ma è estremamente difficile ipotizzare che Gasperini permetta ai nerazzurri di rilassarsi e di 'mollare'. Oltretutto, Gomez e compagni volano ad un ritmo infernale: probabilmente, e lo dico a malincuore, se lo meritano più di noi. Tra pochi giorni ci sarà l'ultimissima chiamata, la partita di Bergamo. Andando all'Atleti Azzurri con questo spirito, sarà un massacro.

La cosa che più di tutte infastidisce non sono le sconfitte, a quelle siamo abituati e siamo anche capaci a metabolizzarle. Non si tifa Sampdoria, se non si digerisce la sconfitta. Lo impari da subito, se non accetti qualche volta di perdere ti conviene cambiare squadra, e sostenere una di quelle che non falliscono mai. Quello che fatichiamo a comprendere è l'indolenza, la rilassatezza passiva e quasi menefreghista che da qualche settimana, diciamo pure un mese, contraddistingue gran parte degli interpreti della rosa blucerchiata. Per la verità, la Samp si è persa dopo il 3 a 2 alla Juventus di novembre. Ci sono state grandi partite, persino qualche filotto di risultati che aveva fatto ben sperare, ma la squadra scintillante che avevamo ammirato ad inizio stagione non è più tornata. Onestamente, io non credo alla teoria dei giocatori totalmente disinteressati alle sorti della propria squadra: chiunque abbia giocato a calcio almeno un minimo sa che a prescindere dalle valutazioni sul futuro, sulla prossima squadra e sulla carriera, quando sei in campo vuoi solo vincere. Ma con le ultime uscite la squadra di Giampaolo non mi aiuta a difendere questa tesi, ed dà ragione a chi sostiene che ai calciatori della Sampdoria interessi soltanto il prossimo campionato. Anche perché ormai negli ultimi anni questo andazzo sta diventando una costante. 
Cosa succede alla Samp? Io non lo so. Posso ipotizzare una sommatoria di eventi. Un po' di rilassatezza generale, incapacità di giocare quando si 'deve' fare risultato, quando manca la 'leggerezza' di cui tanto ha parlato Giampaolo. C'è superficialità nell'affrontare le trasferte, quello è evidente. E poi il Doria è entrato in una sorta di spirale autodistruttiva, perché quando le cose non girano, poi è difficile uscirne. Ti avviluppi su te stesso, e ti attorcigli sempre più: ad un certo punto ti svegli, e sei troppo annodato per riprendere un cammino lineare e pulito. Fino a poco tempo fa pensavo anche a una mancanza di esperienza, ma ultimamente ho cambiato idea: tanti calciatori della Samp sono giovani, vero, ma l'asse portante è costituito da professionisti esperti e abituati a lottare ad un certo livello.  Nella squadra doriana ci sono Viviano, Silvestre, Barreto, Ramirez, Quagliarella, Zapata. Calciatori che hanno una discreta esperienza e sono in grado di trasmetterla agli altri. Quindi attualmente sono convinto che non sia questo il problema. 

C'è anche un'altra possibilità, che sino ad ora non abbiamo preso in considerazione ma che dovremmo tenere presente. Magari noi siamo questi. Semplicemente. Non siamo abbastanza forti, abbastanza completi, abbastanza squadra da meritarci l'Europa. Realizzare una verità del genere sarebbe amaro, ma almeno ci consentirebbe di digerire le delusioni, ci  farebbe mettere il cuore in pace. Secondo me, la Sampdoria ricorda più lo studente brillante ma svogliato. Quello che 'potrebbe, ma non si applica'. Quello che nel secondo quadrimestre tira i remi in barca, perché tanto il compitino lo ha fatto. Quello che fa imbestialire i genitori, che lo mettono nelle migliori condizioni possibili per rendere bene fino alla fine. Sostituite la parola 'tifosi' al termine 'genitori', e avrete la Sampdoria. Qualche volta all'improvviso può anche capitare che lo studente  diventi grande, e inizi a sgobbare per realizzare un suo sogno, una volta capito che è quello l'obiettivo della sua vita. Speriamo succeda, non è mai troppo tardi. Ma purtroppo temo che ormai non accadrà in questo semestre.