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Il tecnico del Sassuolo Roberto De Zerbi presenta in conferenza stampa la sfida di Coppa Italia con il Perugia: "Sbornia per il pareggio con la Juve? Se avessimo fatto 4-5 gol sarebbe stata una sbornia. Con la Juve abbiamo dato continuità a un percorso intrapreso nelle ultime 4-5 partite: se abbiamo intrapreso questa strada e la molliamo dobbiamo cambiare mestiere. Turnover? Darò un po' di spazio a chi non ha giocato a Torino, per obbligo e necessità. Davanti e dietro siamo all'osso e non mi sembra opportuno mettere a rischio situazioni al limite come Romagna che ha un ginocchio così così. Marlon non è ancora uscito completamente a livello fisico dall'anno scorso, Boga e Caputo hanno qualche acciacco, Magnanelli lo tengo come un diamante: è un generoso e va oltre, ma non si sa gestire e dobbiamo gestirlo noi. Ci saranno Duncan, Obiang, Bourabia, Peluso, uno tra Traoré e Djuricic, Muldur e Tripaldelli: perché la partita vogliamo vincerla e anche perché la partita col Cagliari si prepara domani. Turati? Non gioca, c'è Russo. Berardi ha ripreso ieri con la squadra ma non ha mai fatto una partitella e non lo rischiamo domani. Giocherà la partitella con l'Under 18 giovedì e vedremo le sue condizioni, se potrà giocare dall'inizio o a gara in corso. Teniamo tantissimo alla Coppa Italia. Turati? Tutti ora a dire bravo a lui, ma Consigli non si tira mai indietro e avrebbe giocato con la Juve, non ho voluto forzare io: avrei potuto rischiarlo, ma in questo momento non possiamo rischiare nessuno, non è una finale e ci sono ancora tante partite da giocare. Vigilia dopo il pari con la Juve? Io penso che si debba stabilire qual è il confine tra l'essere troppo ambizioso e l'essere presuntuoso: uno può pensare di andare a giocarsela con tutti, non dimenticandosi chi è. Noi abbiamo 14 punti e siamo nelle sabbie mobili perché Lecce e Bologna hanno vinto a Firenze e Napoli: il punto con la Juve, pur bellissimo, non ci sposta. Se noi oggi dovessimo pensare di essere più bravi rispetto a quanto lo eravamo prima, vuol dire non capire niente e non essere ambiziosi. Se invece vogliamo andare oltre, mantenendo lo spirito visto in allenamento queste settimane, il pepe addosso per fare punti in uno stadio così contro un avversario così, allora siamo cresciuti. Se sottovalutiamo il Perugia mi arrabbio e sarebbe una mancanza di tutto l'ambiente. Se facciamo una partita buona e siamo tutti bravissimi, se facciamo una buona partita e il risultato va male, siamo vicini al suicidio. Dobbiamo diventare grandi, ci sono giocatori che diventeranno grandi e prima diventano lineari nel pensiero e prima diventano da grande squadra, altrimenti rimaniamo mezzi giocatori, mezzi allenatori, mezzi dirigenti. Debutto per Piccinini (classe 2002, ndr)? Può essere. Coppa Italia per arrivare in Europa come diceva Squinzi? L'anno scorso ci siamo giocati gli ottavi a Napoli, le difficoltà in Coppa Italia le hanno tutti perché  la squadra che arriva da una categoria sotto arriva senza grossi pensieri. Il Perugia sa giocare, ha buoni giocatori per la categoria, nelle ultime partite hanno cambiato sistemi di gioco, ho fatto vedere tanto del Perugia perché domani è una partita come le altre. Chi gioca domani, dovesse fare una buona partita, può prendersi il posto con il Cagliari. Kyriakopoulos era arrivato ultimo e si è conquistato il posto attraverso le prestazioni. Dovessero esserci degli esordi, lo farà chi è pronto. Piccinini ad esempio, stravedo per lui, è con noi da un mese e mezzo, sa giocare, ha personalità. Chiriches e Defrel? Li rivedremo a gennaio sicuramente, prima è difficile. Ferrari e Rogerio vanno in panchina, vediamo se far fare loro uno spezzone o meno. Iemmello? Siamo cresciuti assieme, l'avevo scelto a Foggia e l'ho tenuto due anni e inizio ad averne parecchio in giro. Lui ha fatto, potrebbe fare di più perché è generoso, forte, inespresso".