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Ibrahimovic a Sanremo è una brutta storia, per lui e per il Milan. Era nel contratto che potesse partecipare a qualche manifestazione, ma non per sei giorni e due partite nel mezzo, una a Verona una decina di ore dopo la finale del festival. Sarà una storia ben pagata, ma non è seria. Cinque viaggi in elicottero da Milano a Sanremo, un transito completamente inadatto a un atleta di vertice in periodo di gara. 



Galliani lo avrebbe capito, ma non l’avrebbe permesso. Berlusconi tantomeno. Da uomo di mondo avrebbe fatto un regalo al giocatore ma gli avrebbe negato una settimana di vita rovesciata. Per rispetto alla società e al tutto il resto della squadra. Perché questo emerge in modo netto, il piacere di Ibrahimovic di mettere il suo compenso davanti ai normali doveri di tesserato del Milan. Non c’è un solo vantaggio che questa passeggiata potrà portare alla squadra, mentre ci sono molte controindicazioni possibili. Lo scudetto del Milan passerà anche da altre cose, ma farsi i propri interessi in esclusiva è pessimo gioco di squadra. E professionalità molto singolare. A proposito: chi pagherà i dieci voli con l’elicottero? Non ditemi il Milan. Sarebbe tradito e mazziato.