Una grande prestazione di un grande giocatore in una grande squadra. La prova di Federico Bernardeschi a Valencia è tutta qui. Mica poco. Ormai il numero 33 bianconero è un top player trai top player di questa Juve, un anno dopo il suo arrivo è un leader tecnico ed emotivo: in questo particolare momento della stagione non è più uno dei tanti, ma un titolare. Contro la Lazio è sceso in campo dal primo minuto, anche a Valencia il copione è stato lo stesso. Allegri ormai si fida ciecamente di lui e Bernardeschi lo ha ripagato con una prestazione da giocatore totale.

UN ANNO DOPO – È servito un anno intero per calarsi nella parte. Tanta panchina, qualche giocata decisiva, qualche passaggio a vuoto, tanto lavoro in allenamento, mai una parola fuori posto. E quando sembrava arrivato il suo momento, quell'infortunio a compromettere il finale di stagione. Ma una stagione del genere è risultata essere l'apprendistato ideale. Ora Bernardeschi è a tutti gli effetti uno da Juve, uno a cui affidare il cambio generazionale dello zoccolo duro azzurro, uno che sa sudare e risultare decisivo. Uno che può giocare titolare in una partita che conta, anche costringendo alla panchina i vari Dybala, Douglas Costa e Cuadrado. Forse non uno che vincerà da solo una partita dopo l'altra, ma un giocatore che sembra fatto apposta per essere grande in una Juve sempre più grande. Proprio quello che serve. Proprio quello per cui è stato strappato alla Fiorentina. Per il ruolo di terzo tenore la sua candidatura è fin qui quella più solida: l'asticella è stata alzata, superarla non sarà affatto facile.

@NicolaBalice