154
La società lo ha difeso dalle tante critiche piovutegli addosso, ma Frank de Boer torna nuovamente in discussione dopo la brutta sconfitta subita contro la Sampdoria. I fantasmi, spinti un po’ più in là dai tre punti guadagnati contro il Torino, si sono ripresentati più cattivi di prima, complici anche alcune scelte inconcepibili del tecnico olandese. 

DE BOER NON LEGGE LA GARA - L’Inter è scollata, lunga, in difficoltà fin dal primo minuto. A centrocampo, due giocatori su tre giocano fuori ruolo: Banega da mezzala è inguardabile, Joao Mario da regista lo raggiunge e fa di peggio. Tutto è chiarissimo fin dalle prime battute, i sintomi sono evidenti e il dottore potrebbe intervenire immediatamente per sistemare le cose. Invece è mancata la prontezza, forse addirittura il coraggio di cambiare le cose in corsa. De Boer in precedenza non era stato morbido con alcuni dei suoi e questa volta - probabilmente - non ha voluto forzare la mano.
MANCA LA MENTALITA' - Inevitabile che a questo punto Frank de Boer torni nuovamente in discussione, anche se il tecnico si mostra abbastanza tranquillo: “Sono sempre molto fiducioso, possiamo cambiare questo momento anche se siamo in difficoltà. Dobbiamo sapere che non ci bastano 45’ fatti bene, non capisco perché non possiamo giocare per 90’ come fatto contro Juventus e Torino. Problemi a centrocampo? Credo sia solo una questione di mentalità”. Una mentalità che però da ormai troppo tempo la sua squadra sembra non riuscire ad acquisire. 

MORATTI SPINGE PER LEONARDO - 
A margine dell'Assemblea dei Soci, la dirigenza nerazzurra si era intrattenuta a parlare con i giornalisti presenti, garantendo che almeno fino alla prossima sosta non ci sarebbero stati cambi in panchina. In realtà le cose potrebbero cambiare prima. La corrente di matrice morattiana è abbastanza insistente, l'ex patron spinge per il ritorno di Leonardo in panchina e per de Boer il tempo adesso inizia a stringere.