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Europei e Coppa America confermano la forza dell'Inter. La formazione tipo nerazzurra è tutta composta da nazionali, fatta eccezione per il portiere: Handanovic, che ha lasciato la Slovenia già da cinque anni ormai. De Vrij, Skriniar, Bastoni, Lazaro, Barella, Brozovic, Eriksen, Calhanoglu, Perisic e Lukaku hanno partecipato a Euro 2020. Sensi no soltanto per l'ennesimo infortunio. Lautaro, Sanchez, Vidal e Vecino invece sono scesi in campo in Brasile. 

Discorso a parte per Hakimi, che disputerà la Coppa d'Africa col suo Marocco a gennaio 2022. Quando, purtroppo, non sarà più un calciatore dell'Inter. Manca ancora l'annuncio ufficiale, ma Hakimi è destinato a trasferirsi al Paris Saint-Germain per 70 milioni di euro. Una cifra da record per il club nerazzurro. Si tratta del primo vero big ceduto nell'era Suning. Il presidente Zhang aveva già fatto cassa con Icardi, passato sempre al PSG per 50 milioni di euro. La differenza è che al suo posto è arrivato un attaccante pagato ancora di più: Lukaku per 75 milioni di euro dal Manchester United. 
Hakimi invece sarà sostituito da un esterno destro meno costoso, con una valutazione sui 15-20 milioni di euro. In questo senso si fanno i nomi di Bellerin (Arsenal), Dumfries (PSV Eindhoven), Molina (Udinese) e Zappacosta (Chelsea). Personalmente punterei sul più giovane: l'argentino Molina, coetaneo di Hakimi così come il brasiliano Dodo dello Shakhtar Donetsk. Chiunque arrivi, non potrà essere all'altezza del suo predecessore perché il marocchino è unico nel suo ruolo. Peccato perderlo dopo un solo anno a Milano, un po' come era successo con Joao Cancelo. E ancora prima, ma sulla fascia mancina, con Roberto Carlos. Sperando che l'Inter non debba tornare a fare i conti con la maledizione dei terzini.