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Il primo segnale era arrivato già contro il Bologna, quando aveva respinto il bel diagonale di Soriano. Ieri la conferma, con il doppio intervento a tenere in piedi l’Inter, messa all’angolo da una Fiorentina arrembante. Prima l’uscita sui piedi di Nico Gonzalez, poi il volo sulla conclusione di Vlahovic, con due paratone Handanovic ha suonato la riscossa e guadagnato il riscatto. Adesso arriva il difficile: confermarsi su questi livelli. Che per uno come Handanovic sembra un paradosso, visto che su certi livelli ci ha costruito una carriera, ma gli anni passano per tutti e certi segnali bisogna coglierli. 


GLI ERRORI IN STAGIONE - Fino a ieri, l’Inter era la squadra che aveva subito meno tiri nello specchio della porta, ma con quattro reti al passivo. Handanovic non è l’unico colpevole di tale, avversa, statistica, è chiaro, ma in più occasioni lo sloveno era stato tutt’altro che impeccabile. Basti tornare alla sfida di Marassi, dove la sua prontezza di riflessi è stata messa alla prova dal “gollonzo” di Yoshida. Ma ancor prima, contro il Verona, aveva servito a Ilic il pallone per involarsi verso la porta nerazzurra e bucarlo senza alcuna pietà.
RINVIGORITO - Un periodo buio per Handanovic, che però ieri ha saputo reagire nel migliore dei modi. Tempestiva l’uscita sui piedi di Nico Gonzalez, stilisticamente perfetto l’intervento in tuffo con la mano di richiamo a stroncare l’esultanza di Vlahovic, lo spauracchio di serata. “Come paro le critiche? Non tiro le pietre a tutti i cani che abbaiano”. Insomma, Handanovic era stato chiaro, l’Inter (sta cercando un sostituto e avesse avuto risorse a disposizione avrebbe già preso Musso) e l’ambiente lo mettono in discussione, ma lui non si sente sulla graticola. La partita del Franchi lo rinvigorisce, una buona notizia per tutti.