274
Competitività e sostenibilità. Quante volte negli ultimi 3 anni i tifosi dell'Inter hanno dovuto sentire dai propri dirigenti queste due parole? Un mantra cantato e narrato in ogni sessione di mercato, con tanti sacrifici (leggasi cessioni) a cui l'attuale rosa e quindi la tifoseria, è stata sottoposta e lo spauracchio di Uefa, fair play finanziario e bilanci in rosso sempre sullo sfondo. In 3 anni in casa Inter è cambiato tutto, perché tanto, anzi tutto, è cambiato all'interno della famgilia Zhang che, oggi più che mai, si avvia verso la chiusura della sua era.

LA CINA HA DETTO STOP - Dopo un periodo di grandi investimenti da parte dello stato cinese (e delle sue aziende) nel mondo del calcio, dalla Cina è arrivato uno stop perentorio. Il mondo del pallone non è più ritenuto strategico e, con i problemi interni avuti dalla famiglia Zhang anche nella sua azienda, Suning, il flusso di investimenti verso il mondo Inter si è interrotto del tutto. Da lì l'obbligo di autofinanziamento imposto e la ricerca di capitali liquidi.
OAKTREE IN SCADENZA - Il prestito chiesto e ottenuto, ma con percentuali di interessi folli oltre il 10% e concesso dal fondo USA Oaktree Capital Management LP. da 275 milioni è stato il primo passo, il rifinanziamento del bond in scadenza a gennaio 2022 con un nuovo bond da 415 milioni (sottoscritto anche da Oaktree) il secondo, le cessioni di Hakimi e Lukaku il terzo e quarto per rimettere il club in linea di galleggiamento. Ora però quel prestito iniziale è a "soli" 20 mesi dalla scadenza naturale e, con gli Zhang impossibilitati nel ripagarlo (stante l'attuale situazione in Cina) lo stesso fondo americano, che ha il 70% delle azioni del club in pegno, ha inizato a muoversi sul mercato finanziario.

GOLDMAN SACHS AL LAVORO - Oaktree, a differenza di quanto fatto da Elliott con il Milan, non vuole infatti subentrare alla famiglia Zhang alla guida del club e ha elaborato un fascicolo in cui presenta lo stato dell'arte del club nerazzurro a possibili finanziatori dandolo in mano a Goldman Sachs. Una mossa obbligata nel caso in cui Suning non trovasse il modo di ripagare il prestito. Steven Zhang, finora, si era sempre mostrato ferreo sulla volontà di mantenere il proprio posto di comando ma ora, con le tempistiche che stanno lentamente ma inesorabilmente accorciandosi, fra la possibilità di vendere il club e quella di perderlo per il mancato pagamento del debito, sta iniziando a considerare la prima opzione. Se ci sarà l'offerta giusta (in passato furono rifiutati gli 860 milioni proposti da BC Partner) questa volta il numero 1 nerazzurro darà l'ok e chiuderà un'era. Anni in cui l'Inter è sicuramente tornata competitiva e vincente, ma per cui, oggi, non c'è più margine di sostentamento.