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Il centrocampo della Juve potrebbe vivere una nuova mezza rivoluzione sul mercato. C'è Miralem Pjanic sul mercato, pezzo forte di casa Juve per diversi scambi di primo livello. C'è Sami Khedira che sembra ormai giunto alla fine della sua avventura. E poi chissà, pure Adrien Rabiot potrebbe davvero decidere di considerare chiusa l'esperienza bianconera dopo appena una stagione, tra più bassi che alti. In entrata non mancano le idee, tra sogni e obiettivi, scommesse e solide realtà. In tutto questo c'è un nome che resta saldamente tra le richieste, fin qui decisamente poche, di Maurizio Sarri: è Jorginho. 

IL FEDELISSIMO - Davanti alla difesa serve un metronomo che sappia tenere alta la pressione e catalizzare tutti i palloni in fase di ripartenza. Uno spartito che Jorginho conosce a memoria, grazie al quale si è imposto come uno dei migliori registi d'Europa nei quattro anni al servizio di Sarri tra Napoli e Chelsea. E per quanto sia rimasto una pedina chiave anche nell'era Lampard, ecco che il regista della Nazionale si trova da tempo tra i sacrificabili dei Blues. Con la Juve che da tempo fiuta l'occasione, avendo peraltro già mantenuto contatti la scorsa estate quando ancora risuonavano forte le sirene estere per Pjanic. Ora finito sul mercato degli scambi con vista su Barcellona e Parigi.
LA SITUAZIONE – Per il Chelsea è, quindi, solo una questione di soldi. Almeno 40 milioni, anche di più in caso di apertura al prestito, sempre che il tempo non imponga ulteriori svalutazioni. Poi sul piatto si possono incastrare altri tasselli. Perché nella rosa dei Blues ci sono altri giocatori corteggiati da tempo dalla Juve: Emerson Palmieri su tutti. Così come non mancano le opzioni bianconere che potrebbero convincere il Chelsea a impostare degli scambi che sappiano fare comodo a tutti, Alex Sandro è un altro discorso aperto. Di sicuro Jorginho è una prima scelta per Sarri, regista perfetto per proseguire quella rivoluzione che fin qui ha visto cambiare più il tecnico che non il gioco bianconero.