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Fra l’inaspettata sconfitta con l’Ajax in Champions (con relativa eliminazione ) e l’ennesima vittoria del campionato, alla Juventus la scorsa stagione, successe di tutto. O meglio: ci fu un confronto decisivo che avrebbe determinato il futuro. Da una parte, Allegri il quale voleva cambiare letteralmente mezza squadra, dall’altro il duo Paratici-Nedved che voleva cambiare l’allenatore. Probabilmente avevano torto entrambi; paradossalmente con qualche ragione.

La Juve vinceva in Italia senza incantare, zoppicava in Europa, perdendo nonostante un meraviglioso usato di nome Ronaldo: strasicuro, ma usato.

Allegri riteneva, sbagliando, che si dovessero vendere sia Dybala, sia Higuain ( solo parcheggiato altrove) e che si dovesse, vedendo giusto, rifondare il centrocampo.
Il duo dirigenziale pensava, sbagliando che Ronaldo bastasse e che la squadra fosse altamente competitiva. Non aveva torto quando si figurava che l’eccessivo realismo di Allegri, in Europa, non avrebbe mai sfondato: le finali furono perse malamente e l’uscita prematura con l’Ajax (sconfitta poi nettamente col Tottenham) certificò la prognosi negativa.

Fu scelto, giustamente, ma in termini troppo frettolosi, di cambiare allenatore. Non fu scelto - errore - di cambiare metà squadra. Sarri arrivò in tutta fretta, da assoluto straniero, senza dire una parola sul mercato. Per il resto, ci si affidò al santo patrono juventino (lo era già con Marotta): il parametro zero. Buffon giurò su Rabiot definendolo “un fenomeno”, Ramsey era desiderato da mezza Europa. Nessuno si chiese, ma per rispetto al Santo Parametro Zero non si fa mai, perché venissero lasciati andare senza rimpianti. Ora s’è capito: il fenomenale Rabiot non s’è mai visto, Ramsey ha problemi fisici più seri di quelli, per altro, annunciati. L’unico grande investimento, De Ligt (parametro svariati milioni), non ha ancora reso come si pensava. Al massimo si può dire che sarà un grande giocatore del futuro, un futuro che, per adesso, sta presentando conti salati al presente. 

Una delle tanti morali di questa vicenda è che il centrocampo, già problematico ai tempi di Allegri, ora  lo è ancor più: Khedira, ormai, è a mezzo servizio del mezzo servizio, Pjanic presenta i soliti problemi di sempre (buona tecnica, poco peso, lentezza), Bentancur non può reggere da solo, Matuidi continua a sfarfalleggiare. Can, diciamo la verità, non ha mai decollato.

Nella gran folla dei centrocampisti juventini, manca l’essenziale. Manca, da molto tempo, un centrocampista capace di cantare e portare la croce: un tipo alla Allan o alla Nainggolan. Un grande incontrista capace di aiutare la difesa e dispensare palloni, permettendo strappi e ricuciture. Forse andrebbe bene anche “il vecchio” Vidal. Ma non sarà mica un “parametro zero” anche lui?