Il difensore della Lazio, Riza Durmisi ha parlato a B.T. Nyheder della sua annata e dei suoi problemi fisici svelando un retroscena particolare: "Il 2018 è stato il peggiore della mia carriera. L'unica cosa che salvo è il piazzamento in Europa League con il Betis, il gol con il Siviglia e il passaggio alla Lazio".

INFORTUNIO - "L'infortunio? Me lo sono portato dietro già dall'esperienza al Brøndby: pensavo fosse soltanto una cosa passeggera, ma poi nel 2018 è peggiorato. Sono rimasto in panchina tante partite, ho perso la Coppa del Mondo, poi alla Lazio mi sono fatto di nuovo male ma al gomito". ANTIDOLORIFICI - "Perché tante assenze? La colpa è solo mia. Ho giocato con un problema alla schiena per troppo tempo, lo confesso solo adesso ma lo sanno tutti: i fisioterapisti e i medici del Betis e della nazionale danese. Anche il ct Hareide sa che nonostante il mio infortunio ho fatto di tutto per essere disponibile per il Mondiale. Nel 2016 mi sono iniettato nel ginocchio degli antidolorifici per poter giocare contro la Polonia; tre giorni dopo ho giocato anche contro il Montenegro, di nuovo con un'iniezione. Tutti in nazionale sanno cosa ho fatto per partecipare al Mondiale e tornare al mio livello".


SONO SVENUTO - "Dopo la mia prima partita con il Betis sono caduto davanti a casa. Mio padre ha visto tutto, e i medici mi avevano detto che avevo fatto troppe infiltrazioni e preso troppi antidolorifici. Poi per accelerare il recupero ho forzato il rientro e mi sono fatto male di nuovo. Il mio primo anno però è stato grandioso: a 22 anni ero uno dei migliori difensori della Liga, sono stato persino elogiato da una leggenda come Vicente del Bosque. Nel secondo anno invece ho giocato con tanto dolore".

SONO GUARITO - "Sono stato a Siviglia per una visita. Per questo non ero stato più convocato dalla Lazio. Spero di aver finalmente trovato una soluzione per l'infortunio alla schiena. Intanto, non sto prendendo più antidolorifici e la situazione sta migliorando, vediamo come procederà il tutto. Ci vorrà una settimana per poter riprendere a correre. Se dovesse andare tutto bene, il 2019 potrà essere il mio anno".