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L'inizio di stagione di Stefano Sensi è da raccontare ai nipoti: il centrocampista classe 1995, passato durante l'estate dal Sassuolo all'Inter in prestito oneroso di 5 milioni di euro con diritto di riscatto da parte dei nerazzurri a 25 milioni ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti per la personalità, la dedizione e la classe che ha saputo tirar fuori alla prima chiamata in una grande piazza, come se fosse nato pronto per certe occasioni. 

L'INVESTITURA DI CONTE - Sin dalle amichevoli estive con l'Inter, probabilmente esaltato dai nuovi metodi e dalla fiducia da subito riposta in lui dall'allenatore Antonio Conte, Sensi ha mostrato di non aver paura di alzare il livello delle proprie giocate, nonostante il contesto sia totalmente differente da quello in cui era abituato a giocare: San Marino, Cesena e Sassuolo, con i crismi dell'astro nascente del centrocampo nel calcio italiano, ma mai troppo continuo e comunque in realtà non troppo complicate. Tanto che si pensava che nessuno avesse il coraggio di puntare su quel metronomo un po' mingherlino, dalla grande qualità e visione di gioco ma considerato forse troppo piccolo per il calcio moderno. 

LA BEFFA DELL'INTER AL MILAN - Non è stato così per Antonio Conte, che da subito ha espresso il proprio volere alla società: Sensi doveva essere il fulcro della nuova Inter, il regista designato per dare agio al calcio del tecnico leccese, ricco di inserimenti, lanci lunghi e tiri da fuori. Per questo il club nerazzurro lo soffia al Milan, che da tempo era sul calciatore e stava per portarne a termine l'ingaggio, beffandolo al fotofinish: tanti musi lunghi, tifosi non soddisfatti e ricchi di rimostranze. Fino al momento di scendere in campo: Sensi dimostra subito di aver compreso appieno il calcio del nuovo allenatore, tanto da essere l'unico inamovibile nelle amichevoli estive, a scapito di compagni pagati di più sul mercato.
TRA LA STIMA DI MANCINI E LE ORME DI PIRLO - Conte dixit: "Sensi ha già compreso il mio calcio, Barella ancora no". Il battesimo di fuoco a San Siro contro il Lecce, match nel quale l'ex neroverde è uno dei migliori in campo; poi la trasferta a Cagliari, con il rigore decisivo guadagnato proprio dal marchigiano, con una giocata alla Iniesta. Ora la Nazionale, dopo i venti minuti ben disputati contro l'Armenia: in Finlandia sarà titolare al posto dello squalificato Marco Verratti, con in mano le chiavi della squadra di Mancini. Che si era accorto di lui già dati tempi di Cesena, quando andava a vederlo al Manuzzi. Sulle orme di uno dei migliori centrocampisti italiani, quell'Andrea Pirlo che è stato a lungo il modello per il neo interista: con la speranza di poter ottenere i suoi stessi successi, nei club ma soprattutto con l'Italia. Un Azzurro speranza.

@AleDigio89