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Cantare due inni in una serata e volare agli ottavi del Mondiale con la Corea del Sud. Fatto. Il 2 dicembre 2022 resterà per Paulo Bento un giorno da album dei ricordi, anche se a metà. Il ct della nazionale asiatica non ha vissuto in campo la gioia della vittoria contro il suo Portogallo, perché squalificato dopo l’espulsione rimediata con il Ghana. Si è consolato dalla tribuna, prenotando una sfida da sogno col Brasile che oggi è già un successo. E soprattutto, un risarcimento del destino.

VENT'ANNI DOPO - Nel 2002, Bento chiuse la sua esperienza di giocatore con la nazionale proprio contro la Corea del Sud. Nella fase a gironi del mondiale nippo-coreano, il gol di Park Ji Sung proiettò gli asiatici agli ottavi ed eliminò i portoghesi. Sliding doors, attimi rivissuti negli ultimi giorni in conferenza stampa dall'ex centrocampista di Benfica e Sporting Lisbona: "È stata la mia ultima partita come giocatore della nazionale, questo è il ricordo che ho. Ne sono orgoglioso indipendentemente dal risultato e da partite specifiche, ho rappresentato il mio paese in una Coppa del Mondo".

VITTORIA DI CUORE - Il destino si è rifatto vivo. Prima di iniziare un giro del mondo in panchina tra Grecia, Brasile e Cina, Bento aveva allenato la nazionale lusitana nel quadriennio 2010-2014. Dopo un terzo posto a Euro2012 e un'eliminazione al primo turno in Brasile, nel 2014, l’ha ritrovata in Qatar da avversario con quella che oggi è la "sua" Corea del Sud, cogliendo un successo in rimonta e in extremis grazie alle reti di Kim Young-Gwon e di Hwang Hee-Chan. Poco male per il Portogallo, già qualificato.
METODO BENTO - Pepe, suo ex giocatore, aveva anticipato così la gara in un'intervista a Record: "Ho avuto l'opportunità di lavorare con lui e so cosa chiede. Squadra e collettivo, è questo è lo spirito che hanno. Rubare la palla e contrattaccare per sorprendere". Alla fine è andata così. Per il tecnico nato a Lisbona nel ’69, l’attesa per il finale di Uruguay-Ghana e l’esultanza del gruppo hanno suggellato la chiusura di un cerchio: "Sono nato portoghese, morirò portoghese e ne sono orgoglioso. Sono anche molto orgoglioso di aver allenato questi giocatori per più di quattro anni". 

DOPPIA VITTORIA - Ricordi, intrecci. In fondo, il copione della rivincita era già in testa: "Per la partita con il Portogallo penso che serva fortuna, ma non abbiamo altro posto dove andare se non avanti. Questa è la nostra ultima risorsa. Dobbiamo essere coraggiosi, pazienti e concentrati, senza voler risolvere le cose in fretta". Così è arrivata la sua rivincita sul fato. Le sue squadre vanno avanti a braccetto. Portogallo-Corea del Sud è finita e Paulo Bento l’ha vinta due volte.