Nonostante l'impegno con il Crotone sia ormai molto vicino, Marco Giampaolo si è preso il tempo necessario per partecipare a un incontro piuttosto significativo. Ieri sera a Genova è andata in scena la presentazione del libro 'Presidenti' di Smulevich, in cui si racconta la storia di tre personaggi emarginati dal mondo del calcio durante il ventennio fascista perché ebrei. Presente, oltre all'allenatore della Sampdoria, anche il collega Ballardini, che tra meno di un mese sarà avversario nel derby della Lanterna.

Durante la chiacchierata Giampaolo ha toccato numerosi argomenti, relativi non solo al mondo del calcio. Inizialmente il tecnico doriano si è soffermato su un pensiero per Astori: "Personalmente non l'ho mai allenato, ma sto vedendo dalle testimonianze che il valore dell'uomo è riconosciuto al di là del valore dell'atleta" ha detto il mister di Giulianova, come riporta Sampdorianews.net. "Vengono sottolineati valori importanti e il fatto che il calcio si sia fermato e il fatto che la UEFA ha indetto un minuto di raccoglimento significa che è un uomo che ha trasmesso valori seri a livello di comportamento e di educazione".

Giampaolo ha analizzato anche un tema molto caro al suo presidente, quello dello stadio: "Lo stadio di proprietà per le società rappresenta un business. Basti pensare a quello della Juve, sempre pieno di spettatori. Per i tifosi ha un valore di appartenenza perché rappresenta la loro casa. Per le strutture però siamo indietro".

Inevitabile la domanda sugli episodi di razzismo nel mondo del calcio, che Giampaolo non ha mai vissuto in prima persona: "Personalmente non mi è mai capitato né mai assistito. I valori forti dello sport sono per unire e associare. Spero non capiti mai ma chi vive di sport vi assicuro non respira nessuno tipo di differenza di colore e religione che poi sono solo presunte differenze perché siamo tutti uguali".

L'allenatore della Sampdoria ha poi raccontato dal suo punto di vista la clamorosa vicenda che lo vide protagonista ai tempi del Brescia, quando l'attuale tecnico blucerchiato sparì per 3 giorni dopo aver rassegnato le dimissioni: "Nel calcio c'è il confronto e nessuno mai si sottrae a questo. Le modalità fanno la differenza, l'educazione al confronto fa la differenza. Quando capitano situazioni in cui manca il rispetto di certi principi qualcosa si rompe. È una questione di educazione ma nessuno si sottrae mai al confronto".