Con un brindisi a base di Barbaresco di Gaja d’annata, si è celebrato una decina di giorni fa al bar dell’hotel Gallia - poche ore prima dell’apertura delle buste in Lega Calcio - il grande ritorno sulla scena finanziaria del calcio italiano di Marco Bogarelli. È lui l’uomo chiave dell’imprevista e improvvisa scalata di Mediapro ai diritti tv della serie A. Tanto che qualcuno dice che sia pronto a prendere in mano, nel ruolo di presidente, le redini della nascitura 'filiale' italiana di Mediapro. Interpellato direttamente, Bogarelli non smentisce, ma ridimensiona: "Ma quale presidente. Gli sto solo dando una mano. Ma non ho firmato nulla, è solo gente che mi ha aiutato quando mi serviva. Mi sono simpatici". Una consulenza gratuita, a quanto pare. Poi, chi vivrà vedrà. 

Come scrive La Repubblica in edicola oggi, la simpatia di Bogarelli è più che ricambiata dagli spagnoli, che gli hanno da tempo affidato la regia dell’intera manovra. Non è un caso che il 'canale della Lega' da sempre un suo chiodo fisso - sia anche il perno intorno al quale è nata la scommessa degli spagnoli. Una scommessa che, però, dopo la diffida di Sky (Mediapro ha partecipato a un bando da intermediario unico e non può fare il canale), adesso rischia di incagliarsi. Dopo il passaggio davanti alle autorità di garanzia, infatti, l’offerta di Mediapro è attesa dal vaglio finanziario della Lega. I suoi rappresentanti dovranno recuperare una fideiussione da un miliardo a garanzia della loro proposta. E a quanto pare stanno trovando qualche piccola difficoltà: un conto era il progetto originale di Lega Channel, un altro conto è la sua versione ridimensionata dai legacci che la legge Melandri prevede per l’intermediario unico. E quanto più Sky continua a ripetere che la Lega sta sovrastimando la sua necessità di avere la Serie A, tanto più gli originali sostenitori di Mediapro arricciano il naso. Tanto più che dall’estero arrivano notizie inquietanti: con la Premier che ha realizzato meno del previsto dalla vendita dei diritti domestici e con l’antitrust spagnola che ha imposto proprio a Mediapro una stretta sulle modalità di rivendita dei diritti della Liga. 

In attesa di capire come gli spagnoli supereranno l’ostacolo, non resta che ammirare lo straordinario giro di walzer che si sta preparando. La nave di Infront - con il governo cinese intenzionato a liquidare la controllante Wanda - traballa, e il suo ad Luigi De Siervo, dopo aver aperto il mercato italiano ai due principali competitor europei della sua azienda (Img per il mercato estero e Mediapro per quello domestico), si prepara al rush finale per diventare ad della Lega. In perfetta sincronia, Bogarelli, l’uomo che aveva indicato proprio De Siervo come suo successore, si posiziona forte su Mediapro. Mentre da vicino, Sky, Mediaset e Urbano Cairo - ciascuno con il suo umore e ciascuno con le sue ambizioni – stanno a guardare.