105
La vittoria è sempre stata la sua ossessione. E sicuramente lo è ancora: solo che adesso Antonio Conte ci gira intorno e la guarda con occhi diversi. Il Conte che è uscito dal summit agostano di Villa Bellini con i vertici dell'Inter è più interista e meno juventino. Lo si era già capito durante la conferenza stampa congiunta di settimana scorsa con Beppe Marotta, quando il titolo che avevamo scelto per le parole del tecnico salentino era stato: "Devo godermi il percorso, non solo vincere".

CONTE E LO SPETTACOLO - Oggi, parlando alla vigilia del match con il Benevento, Conte ha ribadito e affinato il concetto, in riferimento al 4-3 di sabato sulla Fiorentina: "A me la partita è piaciuta molto, da allenatore me la sono gustata perché mi è piaciuta sotto tutti i punti di vista. Quando abbiamo preso gol ci siamo fatti trovare poco equilibrati, non dipende dai centrali di difesa o dai centrocampisti ma da un concetto più generale. È tutto dovuto all’atteggiamento che dobbiamo avere. Ma comunque ho goduto dello spettacolo offerto. Il City ha perso, il Bayern ha perso, parliamo di top team. Con questo voglio dire che è inevitabile che quando vuoi portare tanti uomini ad attaccare rischi qualcosa in più. Io voglio proseguire su questa squadra perché è bello per chi ci guarda e divertente per i calciatori".
SE AVESSE PERSO 4-3? - Molti gol, tanti giocatori votati all'attacco in campo contemporaneamente, ricerca dello spettacolo, con l'accettazione dei rischi annessi a questo tipo di atteggiamento: sarà sempre così l'Inter di quest'anno? Conte metterà da parte il motto che per anni è stato suo e del suo imprinting ("Vincere è l'unica cosa che conta")? Cercherà il "percorso" dello spettacolo per arrivare alla vittoria e metterà la ricerca del gioco un gradino sopra a quella, ossessiva, per il successo? Le premesse ci sono, ma staremo a vedere, perché un conto è parlare dopo un 4-3, altra storia sarebbe stato usare gli stessi concetti e parole dopo un 3-4...