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Il Real è maledetto: all’Inter di Conte ha portato via sei punti, accompagnandola verso l’eliminazione dalla Champions; a quella di Inzaghi ne ha già strappati tre, senza meritarlo. I nerazzurri hanno avuto più e più chiare occasioni, che si sono divorati (Lautaro di testa) o sono state cancellate da Courtois (strepitoso su Dzeko, sempre di testa), ma nel corso della ripresa hanno diminuito l’intensità, forse stanchi, forse impauriti. E all’89’ hanno subito il colpo fatale.

Sono stati decisive le sostituzioni. A un certo punto, era il 55’, Inzaghi ha cambiato gli esterni buttando dentro Dimarco e soprattutto Dumfries; dieci minuti più tardi Ancelotti ha inserito Rodrygo e, all’80’, anche il prezioso talento Camavinga. Ebbene, l’ingresso dell’olandese ha aperto le porte al Real sul fianco destro dell’Inter: Vinicius, senza Darmian addosso, è diventato incontenibile. E a un minuto dalla fine proprio da quella parte è nato il gol: Camavinga si è inserito in area, ha controllato e crossato in modo delizioso, Rodrygo l’ha messa dentro.

Non è stata una partita frenetica. Inter e Real sono costruite, pensate, schierate per essere innanzitutto solide e affidabili e anche Ancelotti, dopo i sei gol incassati nelle prime quattro giornate di Liga, ha cercato di non sbilanciarsi (non a caso ha messo in mezzo alla difesa Alaba, dirottando Nacho sulla sinistra). Eppure i nerazzurri, nonostante i ritmi blandi, di occasioni ne hanno create tante già nel primo tempo, alcune clamorose: Courtois ha fermato in uscita Dzeko con i piedi (9’), ha ribattuto un colpo di testa di Lautaro che l’argentino avrebbe dovuto sfruttare meglio (19’, cross perfetto di Perisic), si è opposto ancora al bosniaco (43’). In mezzo agli interventi del portiere belga c’è stato un tiro lento ma preciso di Brozovic che è passato a un paio di centimetri dal palo. Proprio il croato è stato il migliore in campo nel primo tempo, per il numero di palloni che ha recuperato e gestito, per la capacità di trovarsi sempre sulle linee di passaggio degli spagnoli: tante volte ha scippato la palla tra la trequarti e l’area nerazzurra, ribaltando l’azione.

Il sopracciglio di Ancelotti è stato costantemente alto, per tutto il primo tempo, segnale visivo delle difficoltà del Real nel fare la partita (l’unica occasione vera l’ha avuta a metà tempo Benzema, che ha concluso male su filtrante di Modric). Nella ripresa gli spagnoli hanno provato a alzarsi, andando a prendere l’Inter nei pressi dell’area, ma sono stati di nuovo i nerazzurri a avere un’opportunità d’oro: testa di Dzeko, grande intervento di Courtois (9’). E’ stato in quel momento che Inzaghi ha deciso di cambiare gli esterni, pensando di poterla vincere sulle fasce: fuori Darmian e Perisic, dentro Dumfries e Dimarco. Solo che l’olandese è andato in difficoltà, superato subito in velocità e tecnica un paio di volte da Vinicius, il quale aveva trovato nell’italiano un avversario più attento e concreto. Proprio appoggiandosi al brasiliano, il Real ha cominciato a diventare fastidioso fino all’area dell’Inter. E anche le successive sostituzioni di Inzaghi non hanno avuto l’effetto sperato: corretto togliere Calhanoglu e Lautaro, ma Vidal e Correa non hanno dato quanto sperato. E alla fine è arrivata la beffa, che non compromette la corsa verso la qualificazione ma brucia tantissimo.

@steagresti