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3 Agosto 1999, una data importante, soprattutto per i tifosi dell'Arsenal: è il giorno in cui un interessante giovane chiamato Thierry Henry, ai tempi attaccante della Juventus, dove trascorse sei mesi realizzando 3 reti in 16 match e giocando per lo più da ala, approda nella società londinese, e apre un ciclo d'oro che tutti i tifosi dei Gunners ancora ricordano: il bilancio è di 228 gol realizzati e la vittoria di due Premier League , tre FA Cup e due Community Shield. Mbaye Niang per ora non ha molto in comune con Titi', a parte la nazionalità, francese, e una certa incertezza sul ruolo da ricoprire: attaccante esterno o prima punta? Una diatriba che coinvolge ancora tecnici e tifosi rossoneri.

GRANDE POTENZIALE - Non si tratterà del nuovo Henry, sia chiaro, ma sicuramente Mbaye Niang da Meulan-en-Yvelines, classe 1994, 19 anni, è un giocatore dal gran potenziale,tecnico e fisico: le prestazioni del francese nella Guinnes Cup sono state decisamente le migliori dell'intera rosa rossonera, a tratti imbarazzante in questa competizione. Niang ha sempre dimostrato spirito di iniziativa e grande capacità di saltare l'uomo e creare la superiorità numerica, attitudine che ad esempio non è stata dimostrata da Stephan El Sharaawy. Inoltre ha fatto vedere, nei pochi minuti in cui è stato schierato in quel ruolo, di avere le potenzialità fisiche e di sponda per poter giocare anche come riferimento centrale in attacco.

INZAGHI SODDISFATTO - Lo stesso allenatore del Diavolo, Filippo Inzaghi, è rimasto piacevolmente impressionato dalle prove disputate da Niang, soprattutto l'ultima di ieri sera contro il Liverpool: lo ha deffinito "uno dei migliori giocatori nati nel '94 del mondo". Inoltre il francese sembra aver messo la testa a posto, rispetto al burrascoso passato che lo ha visto protagonista di alcune indimenticabili bravate, sia a Milano che nel ritiro della nazionale Under 21.
HENRY DOCET - L'errore che deve dunque evitare di fare il Milan è proprio quello commesso dalla Juventus con Henry, e per questo le alternative sono due: o venderlo per una cifra ragionevole, senza abbassare eccessivamente il prezzo solo per liberarsene, oppure cercare di evitare di lasciarsi sfuggire un giocatore con tali prospettive, per non perdere un prospetto interessante che potrebbe sfondare altrove. Tanto più che il Milan non sta assolutamente brillando, dall'addio di Leonardo in poi, per capacità di scouting e reclutamento di giovani promesse.