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Il successo dell'Olimpico contro la Lazio sembrava dare un rilancio soprattutto nella testa e nel morale per il Napoli. Spalletti e la sua squadra, però, si sono fermati un'altra volta, cadendo in casa davanti ai propri tifosi nello scontro diretto con il Milan. Un ko che pesa tanto, che porta rammarico e la sensazione di un altro anno senza poter portare a casa un trofeo prestigioso come lo scudetto. Chiaro che il Napoli è ancora a soli tre punti dalla vetta e ci sono ancora dieci partite da affrontare. È pur vero che la cosa preoccupante è il rendimento, non si vede più il bel gioco imprevedibile e travolgente di inizio stagione.

L'ATTACCO NON FUNZIONA - Di assenze ce ne sono state ma finalmente Spalletti può contare praticamente su tutta la rosa. A disposizione adesso ci sono anche i vari Lozano e Anguissa che dovrebbero dare una spinta in più da qui a fine stagione. Presenze/assenze a parte, questo Napoli è evidentemente calato. Soprattutto per quanto riguarda il rendimento sotto porta. È infatti una squadra che segna poco, la stagione, o meglio il campionato dell'attacco azzurro può considerarsi appena sufficiente. 

LA CRISI DEL GOL - Il dato confortante resta sempre lo stesso, ovvero una fase difensiva del Napoli assolutamente invidiabile. Sono solo 20 i gol incassati da Koulibaly e compagni, seguono Inter a 22 (con una sfida da recuperare), Juventus a 25 e Milan a 29. Guardando i numeri in fase realizzativa, però, non c'è da star sereni. Sono 49 le reti segnate in campionato, ciò vuol dire solo il sesto miglior attacco della Serie A, a pari merito con il Sassuolo. Un po' poco se si punta a lottare per lo scudetto. Facendo un confronto con lo scorso anno (quando, va detto, il rendimento complessivo era non era buono come oggi), alla 28ª giornata il Napoli aveva segnato 58 gol, 9 in più di oggi.
OSIMHEN A SECCO - A questo punto del campionato ci si aspetta almeno un giocatore in doppia cifra o qualcuno che ci sia vicino. In casa Napoli non va proprio così. Osimhen, che rappresenta il punto di riferimento lì davanti, il bomber della squadra, è fermo a 7 gol in campionato. Complice l'infortunio importante, senza dubbi, ma non sta rendendo come dovrebbe nella finalizzazione. Soprattutto contro le cosiddette 'big', ma quest'anno non ha segnato a nessuna delle concorrenti per la vetta della classifica. A dir il vero il problema è fino alla decima posizione, visto che l'avversaria con cui ha marcato il cartellino che ha la posizione più importante è il Torino.

L'ATTACCO NON VA - Non è solo in Osimhen il problema, perché nessun altro degli attaccanti si avvicina ai 10 gol in campionato. È un problema anche di esterni, perché da loro qualche numero in più ce lo si aspetta. Non è un segreto la stagione incolore di Insigne, che su azione nella Serie A 2021/22 ha segnato solo contro la Lazio. Lozano è fermo a 4 gol, Politano addirittura a 1. Volendo considerare Elmas (ormai tuttofare) e Ounas (ultimo tra le scelte) si continua su questa scia, dato che sono rispettivamente a 2 e 0 gol.

IL NAPOLI CHE VERRÀ - In prospettiva futura ci sarà da ragionare tanto su quello che succederà. Ci saranno tanti cambiamenti nel Napoli, tra giocatori in scadenza, Insigne che andrà al Toronto, altri calciatori il cui contratto è alla fine e difficilmente resteranno ai piedi del Vesuvio. Un'incognita importante è lì davanti: servirà trovare un sostituto del capitano, un eventuale post Mertens (che potrebbe essere arrivato ai saluti) e una soluzione forse più d'impatto sull'out di destra. Arriveranno le sirene straniere per Osimhen, busseranno con insistenza dalla Premier per portarlo via. Ci saranno tanti ragionamenti da fare. Intanto la crisi del gol è oggi, il Napoli ha un finale di stagione tutto da vivere. Il sogno scudetto non va riposto nel cassetto, è ancora lì ad una distanza minima. Però c'è bisogno di cambiare marcia, di mettere quella più alta per lo sprint finale a tutta forza.