Un altro calcio, un'altra domenica, una domenica diversa in cui non manca il pallone.  Non può mancare. È uno sfogo, per i tifosi che hanno riempito la tribunetta del campo della Primavera, che hanno aspettato i calciatori e li hanno accolti come se fossero allo stadio, come se fosse domenica davvero. 
Ci sono tutto come se stessero giocando per davvero, c'è Melli, osannato, c'è Preiti, ultimo rimasto di una dirigenza latitante. Ci sono anche dei tifosi strappano dal campo uno striscione della Leonassa, azienda sponsor di Ghirardi. C'è davvero tutto per tornare a respirare per un giorno l'aria del campo, del calcio,  dello sport. Cori per tutti, contro i giornalisti, contro la dirigenza e contro tutti quelli che, secondo gli ultras hanno infangato la squadra e permesso al loro Parma di arrivare a questo punto. 

Donadoni, acclamato come il capitano, manda in campo Iacobucci, Cassani, Prestia, Lucarelli e Costa, Nocerino,  Mauri e Lodi, che ritorna tra i "titolari" dopo un mese di panchina e qualche scampolo. Tutto questo mentre i tifosi manifestavano il loro sconforto e disagio per quelle regole federali che non sarebbero adeguate. Se il Parma è arrivato fino a qui la colpa è di tutti quei vertici che non si schioderebbero dalla poltrona.  Parma e il Parma vivono in una situazione paradossale, brutta, surreale. Poi ci si mette anche Manenti, perché ha dichiarato anche di vendere e di avere pochissime idee, peraltro non chiare. Anzi... il fumo che Manenti sta spargendo in questo ambiente è davvero tanto, di fatti ad ora zero. Mentre una fetta di tifosi ne approfitta per andare a fare un giretto a Carpenedolo. Per salutare Ghirardi, ritenuto vero e responsabile di questro sfracello.