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Una delle figure più brutte. Non solo dell’era americana, ma dell’intera storia romanista. La sconfitta con l’Udinese decreta la fine dei sogni Champions e mette in serio dubbio il progetto tecnico di Fonseca ora messo nel mirino della critica al pari di giocatori e società. Il portoghese alla vigilia aveva parlato di “crescita” bacchettando chi dava già per finita la stagione romanista. Ma i numeri sono impietosi: 8 sconfitte nel 2020 (7 in campionato più 1 di coppa Italia) e l’incapacità per 13 volte su 14 di chiudere una gara a porta inviolata. Il distacco dall’Atalanta è di 13 punti (12 più lo scontro diretto), ma a preoccupare è più il futuro di una società che naviga nel buio.

FONSECA A PROCESSO - Alla barra degli imputati sale pure il tecnico. La squadra è demotivata, spossata fisicamente, squilibrata tatticamente. I progressi sono in realtà discese verso un mistero tattico che non si risolve. Il 4-2-3-1 è un modulo non adatto alla rosa costruita (male) da Petrachi e Baldini. Fonseca insiste, cambiando uomini in un vortice inspiegabile. Con la Sampdoria aveva corretto gli errori in corsa, con il Milan li ha causati mentre con l’Udinese non si salva nulla. Ha due alibi enormi: l’assenza della società, che ha deciso di sospendere il ds a poche settimane dal ritorno in campo, e una rosa non all’altezza, scossa pure dalle tante voci di mercato. Ma non basta. Il calcio del portoghese non si è quasi mai visto, e i dubbi vengono: è adatto al calcio italiano? Petrachi aveva detto che forse non si era ancora calato alla perfezione. E forse aveva ragione.

SQUADRA - Pallotta salva Fonseca e se la prende maggiormente con la squadra. Gli errori individuali d’altronde sono tanti. Dal retropassaggio di Diawara a quello di Zappacosta passando per il rosso di Perotti che evidenzia come pure i nervi siano tesi. Inguardabili pure le prestazioni di Bruno Peres, Kalinic e Fazio. La sensazione è che la Roma abbia abbandonato la rincorsa all’Atalanta prima di iniziarla come aveva preannunciato Petrachi quando metteva in guardia sulla poca concentrazione della squadra. Fonseca ha detto il contrario, ma i fatti danno ragione al ds. Troppi i giocatori in uscita che forse già pensano al prossimo anno. La nuova rivoluzione è alle porte. Il nuovo ridimensionamento pure. Ma i tifosi meritavano ben altro.

FUTURO SOCIETARIO - Pallotta continua a cercare acquirenti negli Stati Uniti, ma l’unica vera offerta era quella di Dan Friedkin. Offerta declinata perchè ritenuta bassa, ma i debiti della Roma sono alle stelle e trovare un’alternativa sarà molto difficile. I ruoli societari sono ambigui: Petrachi è sospeso, Pallotta non viene a Roma da due anni, Baldissoni non parla da mesi e Fienga non ha l’esperienza necessaria in una società di calcio per prendersi troppa responsabilità. Poi c’è Franco Baldini, il deus ex machina nell’ombra. La via immediata resta quella delle plusvalenze, poi a bilancio “aggiustato” si riprenderà a trattare la vendita del club. Nel frattempo nessuno interviene se non il presidente con sms stringati che non bastano a spiegare i motivi dell’ennesima crisi profonda.