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Sconcerti, l'abbiamo visto: Vlahovic è già un fattore, ma la Juve può davvero tornare in corsa per lo scudetto?
«No, e provo a spiegarlo. In tre mesi esatti, dal 5 novembre 2021 al 6 febbraio 2022, è stata la miglior Juve dell'anno, 13 partite e una sola sconfitta. Insomma, Juve super che però - se guardiamo - in tutto questo tempo ha preso all'Inter solo un punto. Insomma: l'Inter dovrebbe perdere quattro partite, ma non credo sia pensabile. Per questo il ritardo non è colmabile, pe lo scudetto non c’è più tempo».

E per la Champions c'è tempo?
«Sì, certo. Sia per la qualificazione che per questa in corso. Al momento ci sono 3-4 squadre più forti della Juve. Conta la fortuna nei sorteggi, ma quella di Allegri oggi è una squadra che può arrivare in semifinale. Vlahovic ha una presenza scenica straordinaria, è un centravanti elettrico. Può ricordare Riva, anche se è molto più moderno. Ma non bisogna dimenticare che Vlahovic non ha praticamente esperienza internazionale e debutta in Champions»

La tua gerarchia per lo scudetto.
«Inter, Napoli, Milan, in quest’ordine».

Il Milan ha vinto il derby riaprendo il campionato.
«Il Milan è più da partita diretta, nel lungo cammino, sia l'anno scorso che quest'anno, perde il ritmo e perde punti».
Il Napoli ha ritrovato Osimhen.
«Attaccante incredibile. Su Osimhen abbiamo commesso un errore, dicendo che è straordinariamente veloce. Ma da fermo va su che è un piacere, guarda il gol di testa che ha segnato al Venezia. E anche quando si è infortunato è stato perché ha saltato 15-20 centimetri più di Skriniar, sbattendo la mascella sulla testa dell’avversario».

Che ne pensi di Zaniolo: al di là dell'ottima prestazione non ti sembra che - per essere un campione - debba limare certi eccessi?
«Ha già preso 7-8 ammonizioni ed è stato espulso due volte. Però l'altro giorno con il Genoa la sua frustrazione era giustificabile, non si può annullare un gol dopo cinque minuti di attesa. E comunque i giudizi a ritroso - come quelli di Abisso - li trovo sbagliati, sconvenienti. Altrimenti devi andare a rivedere tutte le azioni dall'inizio. Abisso non aveva visto il fallo, quindi stop. Detto questo,
è stata comunque sbagliata la reazione di Zaniolo, che non ha capito una cosa: che aveva due testimoni - due giocatori avversari - a fianco. Se gli dici per tre volte «Ma che c**** hai fischiato?», l'arbitro ha il diritto di sentirsi offeso. Se glielo dici uscendo dal campo è un'altra cosa, ma con due genoani lì, come fa l’arbitro a fare finta di niente? Certo, sarebbe stata più giusta l’espulsione, ma Zaniolo sarebbe uscito lo stesso».

E Mourinho se l’è presa con i Poteri forti.
«Io trovo Mourinho fuori dalla cultura del nostro calcio. Quando dice che la Roma è piccola di fronte al potere, dice una cosa vecchia. E comunque non è credibile, basti pensare che lo diceva all'Inter, facendo il gesto delle manette. E intanto vinceva tutto. Ma poi - ed è la cosa più importante - non è nemmeno vero. La Roma è ufficialmente una grande società, comprata per 600 milioni, non bazzecole. Forse non sa che negli ultimi dieci anni la Roma spesso è arrivata prima di Inter e Milan e comunque Roma è una città centrale - per un milione di motivi - nel nostro Paese. Mourinho mi stupisce: in questi mesi ha detto che i giocatori sono scarsi e che la Roma è piccola. Può la società tollerare dichiarazioni del genere? Non ne sono così convinto. E poi: la Roma ha il 6° attacco e l’8ª difesa del campionato, sta facendo meno di quanto ci si aspettava. Ha giocato contro il Genoa per 25 minuti in 11 contro 10 e non è riuscita a combinare nulla. Un'ultima cosa: da quando è a Roma Mourinho non ha mai parlato di calcio, non ha mai spiegato le sue scelte, non ci ha detto perché ha cambiato modulo. Chiedo: ma perché non lo fa?».