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La rivincita di Zvone. L'ex calciatore e dirigente croato del Milan, Boban ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Mi sono divertito tanto soprattutto a vedere il Milan, che è stato super. Rifarei tutto, non potevo rischiare di vedere nello specchio uno sconosciuto con la mia faccia. Personalmente sono felice che tante decisioni discusse e non capite si siano rivelate di alto livello. Ora tutti vedono che le nostre scelte, tra mille complessità, non sono state fatte invano e che la base per un vero Milan c’è. Abbiamo fatto tutto in pochi mesi. Il fatto è che bisogna sapere che il tempo calcistico è diverso da quello normale, sono pochi a capirlo e pochi ad avere la pazienza di aspettare. Auguro a quelli che lavorano ancora nel Milan di completare l'opera nei migliore dei modi e nel rispetto della grandezza e della storia del nostro club. Da tifoso sogno che i rossoneri tornino là dove è il loro posto naturale: tra i migliori, tra quelli che vincono. Ma per essere là bisogna investire bene, la base adesso almeno c'è. Credo però che manchi ancora un 30-40% per essere una squadra top in Italia e in Europa". 

"Maldini dovrebbe avere un ruolo centrale per mille motivi, ma sopratutto per la competenza dimostrata. Ci siamo divertiti troppo poco tempo insieme, ma c'est la vie...". 
"Pioli è un'ottima persona e un ottimo allenatore, ci siamo sentiti dopo la firma del suo contratto e mi ha fatto tanto piacere. Ovvio che sono soddisfatto, ha fatto un lavoro di assoluto livello. Pioli era la nostra scelta nel momento di grande difficoltà ed è bello vedere tanti grandi progressi della squadra e anche suoi". 
"Ibra? Dopo il mercato estivo l'anno scorso ho dichiarato che ci servivano due giocatori d'esperienza. Con Ibrahimovic e Kjaer, in più con la straordinaria esplosione di Rebic che è un vicecampione del mondo e un giocatore di buona esperienza, il Milan è diventato molto più maturo e sicuro di sé. Di conseguenza, quasi tutti i giocatori si sono trasformati in meglio. Comunque, per quanto riguarda Ibra, avevo chiesto a febbraio di rinnovare il suo contratto perché avevamo con lui un gentlemen agreement: il patto era che, se non fosse stato sufficientemente in forma, avrebbe smesso da solo. Ecco, ero sicuro che non ci sarebbero stati problemi con lui, perché Zlatan è consapevole di se stesso e del suo corpo. Però il rinnovo in quel momento non si è potuto fare, diciamo così. Ibrahimovic è un genio, una forza della natura e fa ancora la differenza. È fondamentale che rimanga ancora almeno per un anno. La sua importanza è evidente e ha molteplici aspetti. Con lui è cambiato tutto nella squadra, a cominciare dalla crescita dei giovani. Basta vedere Rafael Leao che è un talento straordinario, ma aveva bisogno di una guida e ha avuto la migliore possibile. Per tutto questo, dobbiamo sempre ringraziare e rispettare Zlatan". 

"Adesso tornerò in Fifa? Dopo tanti anni da manager mi sono preso un po' di tempo per vivere un'estate tranquilla nella mia Croazia, poi vediamo che cosa farò e dove".