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Il portiere della Juventus Gianluigi Buffon ha parlato all’interno del programma “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco”, il talk show sportivo condotto da Pierluigi Pardo in onda su Canale 5:

Sul pareggio col Lecce: “Si può anche pareggiare ogni tanto e penso sia anche bello così. Le squadre più forti appena non vincono arrivano le polemiche ma ci sono anche gli avversari ed esistono tre risultati nel calcio. Bisogna accettare i pareggi anche senza polemiche. Abbiamo fatto una bellissima gara ma abbiamo abituato troppo bene tutti”. 

Sulla spinta che l’ha portato a Parigi e sul ritorno alla Juve: “A Parigi sono andato perché non potevo non accettare il tipo di proposta sportiva ed economica che mi ha fatto il PSG. Quando a 40 anni un club così ti chiama è anche un orgoglio: volevo vivere un’esperienza diversa e uscire dalla mia zona di comfort. Il ritorno alla Juve l’ho deciso una sera a Parigi da solo quando mi sono detto: ma a 41 anni cosa stai a fare qui da solo a Parigi con la tua famiglia che è in Italia? Ho forzato la mano col PSG e quando la Juve mi ha fatto un’offerta che mi sembrava giusta l’ho accettata subito”.

Sul fatto che sia tornato alla Juve per fare il dirigente: "No, perché in questo momento sono in una condizione psico-fisica che mi fa sentire ancora un giocatore importante. Non ho ancora preso in esame il mio futuro ma ho anche la serenità d’animo di psicanalizzarmi e di potermi valutare. Quando mi accorgerò di non poter giocare come voglio io, andrò dalla società e gli dirò che è finita”.

Sulla possibilità di un ritorno in Nazionale: "Credo che in questo momento la mia ipotetica presenza in Nazionale non c’entri veramente nulla perché c’è un progetto giovani che sta dando i suoi frutti”.

Sui giovani portieri italiani:“A parte Donnarumma che è il diamante che brilla di più e che ha cominciato a brillare prima degli altri, poi c’è Meret e lo stesso Sirigu che non è giovane come gli altri ma sta giocando molto bene. Poi ci sono gli altri come Gollini e Cragno. L’ultimo problema dell’Italia è il portiere”.

Sul rapporto con la Juventus: “La Juventus mi ha dato un patrimonio di inestimabile valore. La ringrazierò per tutta la vita. Se a 40 anni ho avuto la possibilità di essere preso in considerazione dal PSG è merito della Juve che mi ha dato la possibilità di soffrire, di lavorare e di sognare. Alla Juve, come atleta, devo dare tantissimo. Poi devo tanto anche a me stesso e alla natura che mi ha donato qualche dote”.

Su l’Inter e Conte: "Ho grande rispetto per l’Inter soprattutto quest’anno perché penso sia l’avversaria numero uno. Con la Champions League magari qualche colpo potrebbe perderlo ma dobbiamo avere le antenne dritte perché conosco la mentalità che inculca Conte e so che è capace di miracoli sportivi”.
Su De Ligt: “Chiellini incide tantissimo in difesa. L’unico infortunio peggiore del suo poteva essere solo quello di Cristiano Ronaldo. Li metto sullo stesso piano per l’incidenza che hanno in squadra. Questo ha accelerato l’inserimento di Matthijs ma magari questa cosa ci potrà aiutare per il corso della stagione, quando in primavera avremo bisogno di un giocatore pronto. In questo periodo sembra che abbia la nuvola di Fantozzi sopra la testa”.

Su quando si vedrà la vera Juve di Sarri: “Si comincia a intravedere qualcosa di diverso, una ragnatela di scambi molto fitta e una grande ricerca della verticalità che ci differenzia dal passato, sia di Allegri che di Conte. Credo che nel giro di altri due mesi si vedrà la vera Juve di Sarri anche perché adesso abbiamo perso pedine importanti come Douglas Costa e Ramsey sulle quali il mister puntava molto”.

Sul successo del calcio femminile: “In Francia c’è un approccio mentale diverso nei confronti di questi sport. Ci sono attenzione e sensibilità importanti però quest’estate, in Italia, ho visto i bar pieni di gente per vedere l’Italia femminile. E questo mi ha rincuorato”

Sul Napoli e Ancelotti: “Il Napoli è in corsa anche perché siamo alla nona giornata ma un’occasione come quella con la Spal una squadra come il Napoli doveva coglierla. Era molto importante mettere pressione alla Juve e all’Inter. Ma, a parte l’Atalanta, le altre squadre che hanno giocato la Champions hanno pareggiato”.

Su chi preferisce tra Lautaro, Lukaku e Sanchez: “Lautaro ha un qualcosa di speciale addosso. Ha l’argento vivo, sente la porta e capisce l’occasione da gol. È in un momento di grandissima fiducia”. 

Sul fatto di fare il secondo dopo una vita da primo portiere:: “In estate avevo un pochino di paura perché era una novità per me. Ero ritornato alla Juve con un ruolo marginale in campo, quindi avevo qualche perplessità ma le ho subito fugate quando ho rivisto alcuni compagni di squadra con cui ho condiviso una vita. Ora mi alleno con un altro obiettivo: adesso sfido me stesso che è molto più difficile che sfidare un avversario o un altro portiere. E quando vedo che raggiungo un determinato livello godo e sono felice”. 

Su Byron Moreno: “Non ci penso perché ha fatto una brutta fine e ho anche un po’ di pietà per l’uomo”