71
La Lazio non si nasconde più: è lei l'anti-Juve, è lei la prima inseguitrice dei bianconeri nella corsa scudetto. Lo dice lo scontro diretto vinto con l'Inter, lo dice la classifica che vede ora i biancocelesti secondi a -1 dalla vetta, lo dicono i 19 risultati utili consecutivi, lo dicono i due successi in altrettanti confronti stagionali con la Juve di Sarri, all'andata in campionato e in Supercoppa. Una macchina sorretta da una difesa solida e trascinata dai 26 gol di Immobile, ma al centro di tutto c'è il pilota: Simone Inzaghi. I meriti del tecnico nel progetto laziale sono evidenti e non si limitano alla sola stagione corrente: "Il nostro segreto sono quattro anni di lavoro continuo, quattro anni perché è il periodo di tempo da quando Inzaghi è alla guida della squadra" dice Lucas Leiva, sottolineando come tutto parta da quel lontano aprile del 2016, dall'insediamento temporaneo al posto di Pioli diventato stabile l'estate successiva dopo la brevissima parentesi Bielsa. Quattro anni di studio e di programmazione, sul mercato con l'ausilio di Tare ma soprattutto sul campo. Dove i risultati hanno certificato la bontà del progetto: dall'ottavo posto del 2015/16 ai titoli, alla lotta sistematica per l'Europa e per la Champions. E ora, anche per qualcosa di più grande: l'Inzaghi che solo la scorsa estate veniva ritenuto 'non pronto' dalla Juventus per raccogliere l'eredità di Allegri si sta riprendendo la sua rivincita trasformandosi nello spauracchio numero uno dei bianconeri. E in uno degli allenatori più osservati sul mercato.

PATTO CON LOTITO - Gioco, gestione del gruppo, valorizzazione degli effettivi in rosa e risultati al di sopra delle aspettative, caratteristiche che fanno gola alle grandi squadre del calcio italiano e non. La scorsa estate il Milan aveva provato senza successo a soffiare Inzaghi e Tare alla Lazio, non sorprende che nelle ultime settimane siano iniziati a emergere i primi rumors sugli interessamenti dei colossi del calcio europeo. In Spagna addirittura inseriscono il tecnico biancoceleste nella lista dei nomi studiati dal Barcellona per avviare un nuovo ciclo: una voce che, al momento, non trova conferme, ma che dà l'idea della nuova dimensione mediatica e professionale che Inzaghi sta assumendo. Indiscrezioni che lusingano il tecnico ma che non spaventano Claudio Lotito, per il quale Inzaghi è intoccabile al pari se non di più dei big in rosa. Il presidente laziale si fa forte del contratto prolungato in estate fino al 2021, più che un semplice rinnovo: "un patto d'amore", come lo ha definito lo stesso Lotito dopo la firma. Perché il tecnico è stato accontentato, sia per quanto riguardava la durata del contratto (2021 e non 2022 come auspicava la società) sia per le garanzie sul mercato, e da parte sua Inzaghi non ha preteso l'inserimento di una clausola rescissoria per liberarsi dai biancocelesti. Fiducia di proseguire insieme fin dalla scorsa estate, quando nel contratto è stato inserito anche un ricco bonus scudetto (400mila euro sui 2 milioni di ingaggio netti) che aveva fatto sorridere tanti. Non tecnico e presidente che hanno sommessamente scommesso sulla magica stagione della Lazio: che ora vola con Inzaghi alla guida e con un Lotito pronto a resistere alle avances delle big europee per trattenere il suo più grande gioiello, il suo Re Mida, il suo condottiero.
@Albri_Fede90