
Violamania: Kean non scalda la piazza? Chi se ne frega. Ma sbagliare un altro centravanti non è più tollerabile
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TIEPIDI - “Non ha mai segnato lo scorso anno: è l’attaccante perfetto per noi”. Potremo sintetizzare così il pensiero del tifoso fiorentino che, con la consueta ironia, commenta quello che ormai è un acquisto fatto e finito, salvo ribaltoni. Sarà il rendimento non esaltante dell’ultima stagione, sarà che la rabbia per la finale di Atene è ancora parecchia, sarà che per l’ennesima volta la Fiorentina si trova ad acquistare gli esuberi della nemica (?) Juve, sarà per tutto un mix di queste cose ma il nome di Moise Kean non scalda minimamente la piazza di Firenze.
AVANTI - Una reazione comprensibile quella della piazza, almeno parzialmente sfiduciata rispetto a quello che è stato fin qui il lavoro della dirigenza gigliata sul fronte attaccanti ma che non deve minimamente intaccare piani e convinzioni del board gigliato. È legittimo e doveroso che la dirigenza faccia le proprie valutazioni e sia pienamente convinta del progetto rispetto alla stagione, chiave, che sta per aprirsi. Se per la Fiorentina Kean è l’attaccante giusto a cui affidare l’attacco (difficile che un giocatore dallo stipendio superiore ai due milioni faccia panchina) il club deve con forza difendere le proprie scelte. Il rischio, altrimenti, è quello di fare una pessima figura a livello di immagine, così come è accaduto con il Milan nel caso Lopetegui. Il margine d’errore, però, oggi è ridotto al minimo. E sbagliare l’ennesimo centravanti in due anni e mezzo sarebbe difficilmente tollerabile.